C’è un piccolo universo nella cittadina di Ischitella, dove i pianeti e le stelle si manifestano alla visione dei passanti in forma di pietre. È la meravigliosa opera scultorea dell’artista Pasquale Castelluccia, fabbro in pensione, realizzata in ferro e sassi, ma non comuni sassi, bensì particolari selci del Gargano dalla forma perfettamente rotonda, che rimandano alla circolarità dei corpi celesti.

In quest’opera a dominare elevata è la terra, sorretta dalle mani, vista secondo una concezione aristotelica in cui il nostro pianeta, e quindi l’uomo, è al centro dell’universo. A ruotare attorno ci sono le costellazioni e i pianeti del sistema solare, questi ultimi sembrano avere persino dei crateri data la caratteristica della superficie di queste selci.

Le realizzazioni di Pasquale Castelluccia sono state esposte in molte città della Germania, dove ha vissuto per molti anni, riscuotendo molto successo. Oltre alla capacità artistica scultorea, resa anche in opere su rame lavorato a sbalzo o a rilievo, Pasquale è un affermato poeta vernacolare. Nelle sue poesie è spesso trattato il tema dell’emigrazione e, in forma nostalgica, la sua Ischitella, così come lui stesso ha affermato: “La nostalgia del paese natio, a volte, è più forte dell’amore per Dio”.

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