Tra i tanti patrimoni presenti in Italia, oltre che a quello artistico, è senz’altro il patrimonio della sua cucina e dei suoi prodotti tipici. Una vera ricchezza che purtroppo viene spesso presa di mira dai cosiddetti “rapinatori” del Made in Italy e dai “falsificatori” dei marchi.

Lo rende noto il recente report delle attività svolte nel 2019 da parte dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari)  e i dati risultano ancora preoccupanti. Il mercato nero dell’agroalimentare è ormai divenuta una piaga di vaste proporzioni che intacca anche i nostri prodotti, tra questi gli agrumi del Gargano con marchio IGP. Dal 2015 a quest’anno sono stati 13 i casi di frode del Limone Femminello del Gargano, venduti illecitamente sul web. Sempre sul web, e specialmente sulla piattaforma Ebay, nel solo 2019 i casi sono stati 4 di vendita non autorizzata per l’Arancia del Gargano.

“Il lavoro del Consorzio di tutela dell’Arancia del Gargano IGP e del Limone Femminello del Gargano IGP cerca di spronare questi produttori ad iscriversi a questo Consorzio, perché porta delle garanzie su questi prodotti – riferisce il vicepresidente del Consorzio Michele Ricucci – Ricordiamo che l’IGP è una filiera tutta controllata, dal produttore al trasformatore, per finire al compratore finale. Quindi l’iscrizione al consorzio per i produttori è la prima arma, ed unica, che si ha per valorizzare questo prodotto garganico.”

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