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Da lunedì 7 settembre torna in tv Joe Bastianich con la terza stagione di Foodish, il programma quotidiano che esplora la cucina pop italiana. La novità è duplice: nuovi ospiti in studio e l’apertura, due giorni dopo, del suo nuovo locale a Milano, frutto della collaborazione con il figlio Ethan.
Foodish riparte dal presupposto che il cibo possa essere semplicemente goduto: piatti genuini, sapori forti e prezzi contenuti. In un panorama dove la ristorazione oscilla tra gourmet e salutismo spinto, lo show punta a valorizzare proposte popolari — dal fritto misto agli **sciatt** valtellinesi fino alle classiche **bombette** pugliesi — con l’obiettivo dichiarato di non superare la soglia dei 15-20 euro per pasto.
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Perché questa stagione conta
Il ritorno di Bastianich arriva in un momento in cui i consumatori cercano esperienze autentiche e accessibili: l’attenzione alla qualità resta alta, ma la spesa è valutata con prudenza. In questo contesto, un programma che mette al centro la convenienza e il gusto può influenzare tendenze di consumo e offrire spunti concreti a chi lavora nel settore.

La formula del programma rimane itinerante: telecamere in giro per l’Italia e volti noti come ospiti per raccontare locali, storie e ricette. Tra gli accompagnatori di questa stagione figurano personalità dello spettacolo e dello sport che dialogheranno con Bastianich attorno ai piatti scelti.
- Massimo Giletti
- Maddalena Corvaglia
- Adriano Pappalardo
- Paola Barale
- Juri Chechi
- Anna Zhang
Bilanci e aperture: cosa ha imparato
Con oltre quattro decenni di esperienza nel settore, Bastianich non nasconde gli errori del passato: esperienze imprenditoriali fatte “per moda” e non perfettamente aderenti al suo know‑how non sempre hanno avuto esito positivo. Un esempio concreto: un bistrot francese a New York che non ha funzionato perché distante dal suo universo gastronomico.
Il confronto con le nuove generazioni — e con il figlio Ethan in particolare — lo ha spinto a rivedere il proprio approccio: meno imposizioni di gusto personale, più attenzione a ciò che i clienti giovani desiderano sperimentare, locali che siano anche luoghi di socialità.
MasterChef e l’ipotesi di un ritorno
Bastianich collabora ancora con la versione americana di MasterChef, mentre ha lasciato l’edizione italiana nel 2019 dopo otto stagioni. Pur riconoscendo il valore del format e dei colleghi, non esclude un rientro: ha detto che accetterebbe senza esitazioni un’eventuale chiamata per tornare a giudicare in Italia.
Se dovesse tornare, promette un ruolo aggiornato: meno effetti teatrali del passato — non più gesti estremi — e una figura più adulta, forse più ironica ma sempre decisa nelle valutazioni.
WingStop a Milano: data, concept e ambizioni
Il 9 settembre verrà inaugurata in via Dante a Milano la nuova apertura del format WingStop, sviluppata insieme a Ethan. Non si tratta solo di un locale specializzato in alette di pollo: l’idea è quella di creare uno spazio ibrido, pensato per essere ristorante, punto di ritrovo e luogo di intrattenimento.

La madre di Joe, Lidia, potrebbe essere tra i primi assaggiatori; lui scherza sull’eventualità che sia severa, ma sottolinea la concretezza del progetto. Per Bastianich è anche un esercizio di ascolto verso i gusti dei più giovani e le tendenze globali, che oggi richiedono offerte esperienziali oltre al cibo.
Tra le tendenze che monitora ci sono lo **smashburger**, la cheesesteak e una domanda crescente di hamburger di qualità: temi su cui l’imprenditore dichiara di avere diversi progetti in corso.
Cosa resta utile per chi lavora in cucina
Al di là della televisione e degli investimenti, il messaggio per i ristoratori emergenti è chiaro e pragmatico: puntare su un prodotto semplice ma curato e mantenerne il rapporto qualità‑prezzo. Nel mercato attuale — spiega Bastianich — sincerità nel progetto e coerenza con il proprio pubblico contano più della ricerca spasmodica del glamour.
- Consumo accessibile: qualità che non fa lievitare il conto.
- Autenticità: evitare format che non si conoscono a fondo.
- Community: i locali che funzionano oggi sono anche luoghi di aggregazione.
La nuova stagione di Foodish e l’apertura milanese rappresentano dunque due facce dello stesso approccio: raccontare e costruire una ristorazione popolare, attenta alle tendenze ma radicata nel gusto. Per chi segue il mondo del cibo è un momento da osservare: potrebbe influenzare menu, format e scelte d’investimento nel prossimo anno.












