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La mancanza di risorse colpisce sempre più i più giovani: nel 2024 circa 430.000 minori sotto i 16 anni hanno dovuto rinunciare a pasti adeguati o a momenti di socialità. Lo rivela un’analisi di ActionAid che mette in luce come il rincaro dei costi stia trasformando scelte quotidiane in privazioni concrete per famiglie e bambini.
I più piccoli in prima linea
Il fenomeno è particolarmente marcato tra i bimbi di età compresa tra 6 e 11 anni: la quota che ha sperimentato difficoltà legate al cibo e alla vita sociale è salita dal 3,8% del 2021 al 6,8% del 2024. In termini assoluti si tratta di circa 220.000 bambini, quasi 90.000 in più rispetto a tre anni fa.
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Le condizioni abitative incidono in modo evidente: i minori che vivono in case in affitto registrano tassi di privazione molto superiori rispetto a chi abita in un immobile di proprietà senza mutuo. Quando il bilancio familiare si restringe, non solo diminuisce la qualità della spesa alimentare, ma vengono anche tagliate uscite, attività ricreative e semplici occasioni di socialità per i più piccoli.
- Minori coinvolti: circa 430.000 sotto i 16 anni (5,6% del totale).
- Bambini 6–11 anni: incidenza salita al 6,8% nel 2024; +~90.000 rispetto al 2021.
- Alloggi: 3,6% dei minori in case di proprietà senza mutuo vs 12% tra chi vive in affitto.
Una fragilità che tocca tutte le età
La povertà alimentare non è solo un problema dell’infanzia. Tra i 25 e i 34 anni la deprivazione alimentare riguarda oltre un quarto delle persone (27,3%), una fase critica in cui si cerca indipendenza economica e abitativa. Situazione analoga per gli anziani: tra i 65 e i 74 anni la quota è pari al 27,2%.
Roberto Sensi, responsabile del programma povertà alimentare di ActionAid Italia, evidenzia che la stabilità economica arriva sempre più tardi per le nuove generazioni, con un impatto che si estende ben oltre il mero fabbisogno calorico.
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Nel complesso la povertà alimentare interessa il 12,7% della popolazione italiana nel 2024, ovvero oltre 6,4 milioni di persone, in aumento rispetto all’11,8% registrato nel 2023. Il Mezzogiorno resta l’area più colpita, con un’incidenza del 17,4%.

La situazione regionale registra punte drammatiche: in Calabria l’incidenza arriva al 35,7% (in crescita rispetto all’anno precedente). Ma la novità più preoccupante è l’espansione del fenomeno anche al Nord: l’incidenza è passata dal 7,6% all’11,2%, con circa 884.000 persone in più coinvolte.
In Lombardia la quota è salita dall’8,3% al 14,5% (circa 1,25 milioni di persone, +535.000 in un anno); il Veneto segna un aumento dal 9,5% al 13,5%.
Chi lavora non è immune
L’aumento dei prezzi ha ampliato l’area della vulnerabilità: tra gli occupati la quota di chi vive difficoltà alimentari è salita dall’8,7% al 10,5%. Secondo ActionAid, l’inflazione su cibo, energia e casa sta trasformando fasce tradizionalmente stabili in nuove sacche di rischio.
Cosa implica per i cittadini e per le politiche
Il problema non è solo emergenziale: la mancanza di accesso a un’alimentazione adeguata ha conseguenze sulla salute, sul rendimento scolastico e sulle relazioni sociali dei minori. Per questo gli esperti sottolineano che i servizi di distribuzione alimentare, pur essendo necessari, non bastano a garantire un diritto fondamentale.
Il rapporto richiama la necessità di risposte strutturali — politiche abitative più efficaci, sostegno al reddito e interventi mirati per le famiglie con figli — per evitare che l’insicurezza alimentare si radichi definitivamente in nuove generazioni.
Ricerca e collaborazione
La relazione include i risultati del progetto biennale DisPARI, realizzato da ActionAid insieme al Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano, con il contributo di Percorsi di Secondo Welfare e il sostegno di Fondazione Cariplo. L’analisi offre dati aggiornati e suggerisce piste operative per interventi a medio e lungo termine.
Il quadro delineato dall’indagine mette sotto pressione decisioni politiche e investimenti pubblici: la sfida è trasformare l’urgenza in politiche durature che riportino stabilità alimentare e sociale alle famiglie più colpite.











