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Un intervento avviato per liberare un terreno dalla plastica ha svelato una realtà molto più urgente: a Wakataka, un villaggio vicino a Jinja, in Uganda, 25 minori vivevano senza tutela né accesso regolare alla scuola. L’operazione di Plastic Free Onlus ha dunque cambiato rotta, trasformando un’azione ambientale in un progetto di protezione sociale con ricadute concrete per i bambini coinvolti.
La richiesta originaria era semplice: bonificare un’area soffocata da rifiuti plastici. Sul posto però è emersa la storia di un uomo, egli stesso rimasto orfano, che aveva aperto la propria casa ad altri ragazzi in difficoltà. Col tempo la convivenza informale è arrivata a comprendere 25 bambini, ospitati in una struttura precaria fatta di fango e legno e con scarsa igiene ambientale.
La missione sul campo è stata condotta da Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director dell’associazione. La sua verifica ha messo in luce problemi che andavano oltre la sola rimozione della plastica: condizioni abitative insalubri e la presenza di attività di macellazione domestica che aggravavano i rischi per la salute.
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Interventi concreti e risultati immediati
Dalla mobilitazione di donatori e volontari sono arrivati risultati rapidi. In prima battuta è stata finanziata l’iscrizione a scuola di 13 ragazzi; poi le risorse sono cresciute e oggi tutti i 25 frequentano regolarmente. Il contributo stimato è di circa 60 euro per bambino a periodo scolastico, cifra che copre lezioni, uniformi e un pasto.

Parallelamente è stato affittato un nuovo alloggio in muratura con quattro stanze, acqua corrente, pavimento in cemento e tetto stabile. I bambini hanno ricevuto materassi, generi alimentari per circa due mesi e il necessario per la scuola — zaini, scarpe e quaderni — garantendo subito maggiore dignità e stabilità.
- Iscrizione scolastica: accesso per tutti i 25 minori (lezioni, uniforme, pasto)
- Alloggio: casa in muratura con servizi idrici e quattro stanze
- Prima assistenza: materassi, alimenti per due mesi, materiale didattico
- Sostegno istituzionale: avvio della regolarizzazione della struttura e misure per la tutela dei minori
L’associazione sottolinea che il lavoro non si limita agli interventi immediati: è in corso l’accompagnamento dei responsabili locali verso la regolarizzazione della struttura e l’implementazione di pratiche di tutela per assicurare continuità all’intervento.
Un approccio che collega ambiente e bisogni sociali
Wakataka è parte della strategia denominata Plastic Free for Futures, che unisce la lotta all’inquinamento con progetti a favore delle comunità più vulnerabili. In Uganda, l’organizzazione aveva già realizzato un intervento alla Praise Junior School di Kampala, dove ha portato acqua potabile a 380 studenti.
Questa esperienza illustra come operazioni di pulizia ambientale possano rivelarsi un punto d’ingresso per affrontare problemi di povertà e fragilità sociale che spesso restano invisibili ai programmi tradizionali.
In Italia l’impegno prosegue con campagne di sensibilizzazione e attività di raccolta: tra queste spicca la mobilitazione nazionale Sea6Rivers, che ogni anno organizza centinaia di iniziative dedicate a spiagge, fiumi e laghi, in corrispondenza della Giornata mondiale dei fiumi.
La vicenda di Wakataka offre qualche spunto di riflessione utile per operatori e lettori: interventi ambientali mirati possono generare benefici sociali immediati, ma richiedono anche un piano per la sostenibilità nel tempo e il coinvolgimento delle autorità locali per garantire protezione e continuità.











