Banche etiche guadagnano peso in Europa: Andrea Barenes nominato vicepresidente

Mostra sommario Nascondi sommario

La finanza etica europea ha segnato un cambio di marcia a Venezia: l’assemblea annuale ha rinnovato i vertici e rilanciato l’agenda politica mentre a Bruxelles si decide il bilancio dell’Unione per il 2028-2034. Le decisioni prese qui potrebbero influire su fondi, politiche sociali e sulle priorità d’investimento per anni — motivo per cui vale la pena seguire da vicino quanto emerso.

Andrea Baranes, della Fondazione Finanza Etica, è stato eletto vice presidente di FEBEA, la rete europea delle banche e istituzioni finanziarie orientate ai valori. Baranes affiancherà il nuovo presidente, Panagiotis “Panos” Tournavitis, amministratore delegato della Bank of Karditsa, designato alla guida dell’associazione durante il summit veneziano.

Un momento di peso per la finanza “dal basso”

La venticinquesima edizione dell’incontro, ospitata da Banca Etica, ha radunato oltre novanta delegati provenienti da diciassette nazioni e una rete composta da 33 istituti finanziari. Tra i partecipanti c’erano rappresentanti di istituzioni europee e multilaterali — dalla Commissione alla Banca europea per gli investimenti — oltre a portavoce dell’economia civile.

Sala riunioni con delegati internazionali seduti attorno a un tavolo
Il summit ha riunito oltre novanta delegati da 17 Paesi a Venezia.

Il tema che ha dominato i lavori è concreto: il prossimo bilancio pluriennale dell’UE e i rischi di una riallocazione delle risorse verso il settore della difesa a scapito di programmi sociali ed economici di base.

  • Elezioni di vertice: Baranes vice presidente; Tournavitis nuovo presidente di FEBEA.
  • Partecipazione: 33 istituti, 90+ delegati, 17 Paesi.
  • Priorità politiche: difesa della finanza sociale, tutela dei finanziamenti per coesione e inclusione.
  • Allarme budget UE: rischio di tagli all’economia sociale se aumentano le spese per il riarmo.
  • Temi trasversali: disarmo tecnologico, responsabilità degli investitori, sovranità finanziaria europea.

Cosa chiedono le banche etiche

I rappresentanti di FEBEA hanno sollecitato Bruxelles a mantenere un robusto sostegno all’economia sociale, categoria che in termini economici pesa ormai quanto settori tradizionali e che sostiene occupazione e servizi sul territorio. Secondo i partecipanti, un’eventuale riduzione di questi stanziamenti comprometterebbe coesione sociale e capacità produttiva locali.

Dal palco, Tournavitis ha sostenuto la necessità di rafforzare la cooperazione interna alla rete per rendere la finanza etica interlocutore stabile delle istituzioni europee, in vista delle scelte di bilancio.

Mario Nava, direttore generale della DG EMPL della Commissione europea, ha ricordato che l’esecutivo comunitario lavora a strumenti concreti — tra cui una strategia contro la povertà e un piano per l’edilizia a prezzi accessibili — e che per realizzarli servono partnership con gli operatori dell’economia sociale, con le banche etiche in primo piano.

Rischi sulla spesa per difesa

Aldo Soldi, presidente di Banca Etica, ha espresso preoccupazione per il possibile spostamento massiccio di risorse verso la difesa e la sicurezza, che potrebbe sottrarre finanziamenti a progetti di inclusione sociale e servizi locali. Le istituzioni europee hanno fornito alcune rassicurazioni durante il summit, ma la questione resta aperta e al centro del dibattito politico.

Disarmo, investimenti e responsabilità

All’assemblea hanno preso la parola anche esperti e attivisti impegnati nelle campagne contro armi nucleari e sistemi d’arma autonomi. Protagonisti come Roos Boer (PAX) e Susi Snyder (ICAN) hanno richiamato il mondo della finanza alla responsabilità: investire in aziende armaturiere o in tecnologie che automatizzano l’uso della forza ha conseguenze etiche e legali e amplifica rischi reputazionali e normativi.

Persone anonime in una manifestazione per la responsabilità finanziaria
Attivisti e rappresentanti della società civile richiamano la finanza alla responsabilità.

Snyder ha citato dati che mostrano come centinaia di istituzioni finanziarie sostengano produttori di armi nucleari attraverso azioni, obbligazioni e prestiti, sottolineando che questi rapporti espongono gli investitori a rischi concreti sui fronti della responsabilità e dei diritti umani.

Sovranità finanziaria e pressioni esterne

Un altro punto dibattuto è stato quello della dipendenza operativa dalle decisioni extraterritoriali, in particolare dagli strumenti sanzionatori statunitensi. Secondo i relatori, misure esterne possono limitare l’azione di banche e organizzazioni europee e mettere a rischio relazioni economiche legittime, sollevando questioni di sovranità finanziaria e di tutela istituzionale.

Soldi ha chiesto una risposta coordinata da parte di banche, associazioni e istituzioni europee per proteggere cittadini e organizzazioni da effetti collaterali di sanzioni imposte da Paesi terzi.

Integrazione e migrazioni: quale ruolo per il credito etico

Tra i temi pratici, le banche etiche hanno rinnovato impegni e programmi per finanziare progetti di accoglienza e inclusione rivolti a migranti e rifugiati. La collaborazione con la Banca europea per gli investimenti è stata indicata come esempio operativo: microfinanza, servizi di tutoraggio imprenditoriale e strumenti per favorire l’inserimento economico sono considerati leve concrete per l’autonomia e l’occupazione.

Bruno Robino della BEI ha ricordato i programmi con il Fondo Europeo per gli Investimenti a supporto di istituti di microcredito e banche etiche che portano capitale e servizi a persone tradizionalmente escluse dai circuiti finanziari.

Le conclusioni dell’assemblea puntano a trasformare la rete FEBEA in un interlocutore più influente a Bruxelles, con l’obiettivo di assicurare che le scelte di bilancio comunitarie non compromettano i servizi sociali e le reti locali che la finanza etica sostiene.

Per i cittadini e per gli operatori del settore, la posta in gioco è concreta: la direzione che prenderà il bilancio UE definirà quanto spazio avranno nei prossimi anni politiche per l’inclusione, l’abitare sociale e il sostegno alle comunità locali.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



IschitellaGargano.com è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento