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A Nabeul, laboratorio e formazione si intrecciano per trasformare la tradizione della ceramica in opportunità concrete per giovani laureati: il programma — attivo fino al 15 novembre 2026 — punta a colmare il divario tra studi e mercato del lavoro, offrendo competenze tecniche spendibili in imprese e start-up locali. In un contesto di cambiamento dei gusti e delle filiere produttive, la sfida è aggiornare saperi antichi senza perdere l’identità della terracotta tunisina.
Dal modello all’oggetto: dove si gioca la trasformazione
Nel laboratorio dell’Hub Design di Nabeul la fase decisiva non è la decorazione ma la progettazione dello stampo. La lavorazione del gesso e la cura nella realizzazione dei modelli definiscono la possibilità di riprodurre forme complesse con precisione e continuità.
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Imparare a conoscere la reazione dei materiali, gli spessori e i tempi di essiccazione significa passare dalla creatività individuale alla produzione seriale con identità artigiana: un salto che apre mercati, non cancella tradizione.
Competenze pratiche per occupabilità reale
Il corso rivolge attenzione particolare alle tecniche di modellazione e agli aspetti progettuali del design ceramico. Tra i partecipanti, la maggioranza proviene da percorsi universitari in arte e design, ma molti non avevano esperienza diretta nella filiera.

- Modellazione e creazione di stampi in gesso — precisione e ripetibilità
- Conoscenza dei materiali — argilla, gessi e materiali ausiliari
- Progettazione formale orientata alla produzione
- Competenze di laboratorio utili per collaborazione con imprese locali
- Elementi base di avvio d’impresa e inserimento nella filiera
Queste abilità sono pensate per essere immediatamente spendibili: chi le acquisisce può integrarsi in laboratori, avviare microimprese o collaborare con marchi interessati a prodotti artigianali di qualità.
Un progetto istituzionale con sostegno europeo
Il laboratorio è il risultato di una collaborazione tra istituzioni nazionali tunisine e iniziative internazionali. Tra i partner figurano l’Office National de l’Artisanat (ONAT), il Centre Technique specializzato nella tessitura e nell’innovazione (CINETT) e l’Agence Nationale pour l’Emploi et le Travail Indépendant (ANETI).
La cornice finanziaria è offerta da Créative Tunisia, un programma sostenuto dall’Unione europea che lavora per rafforzare le filiere artigianali, promuovendo crescita economica, innovazione e inclusione sociale.
Perché conta oggi
In Tunisia, come altrove, molti laureati faticano a trovare impieghi coerenti con il proprio percorso. Qui la scommessa è trasformare un patrimonio locale in un vettore di occupazione e sviluppo. Se funziona, il modello può diventare una via per trattenere competenze sul territorio e per creare prodotti distintivi sui mercati internazionali.
Economia creativa, qualità produttiva e trasferibilità delle competenze sono i tre elementi che possono determinare l’impatto economico del progetto: non si tratta solo di insegnare una tecnica, ma di costruire un collegamento stabile tra formazione e mercato.
Resta la necessità di monitorare l’uscita sul mercato dei prototipi e la capacità delle imprese locali di assorbire nuove professionalità. Se l’esperimento a Nabeul darà i risultati sperati, potrà offrire un modello replicabile in altre regioni dove tradizione e innovazione devono trovare un equilibrio produttivo e sociale.











