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Il trasferimento di Milo Infante dalla Rai a Mediaset segna una svolta visibile nel panorama dell’informazione televisiva italiana: non è solo un cambio di rete, ma l’avvio di un progetto multiplo che mette al centro il tempo reale e un ruolo dirigenziale. La mossa interessa oggi perché riapre il confronto tra pubblico e privato sui format di attualità e sulle strategie di palinsesto in vista della nuova stagione.
Perché è significativo
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A 58 anni Infante lascia Viale Mazzini dopo aver cercato, senza esito, la possibilità di dirigere progetti sperimentali con risorse limitate. La nuova collocazione a Cologno Monzese — dove assume il ruolo di condirettore di Videonews — gli offre responsabilità editoriali diverse e la libertà di tentare formati più immediati.
Il trasferimento, annunciato formalmente alla Rai il 10 maggio e seguito da un contatto con Mediaset due giorni dopo, non è nato per ragioni personali soltanto: riflette una scelta professionale orientata alla sperimentazione e alla visibilità su fasce diverse del palinsesto.
Il palinsesto: tre appuntamenti e tre registri
Dal 24 agosto Infante entra in una fase intensa di appuntamenti, con programmi pensati per esigenze editoriali differenti e per pubblici che cambiano nel corso della giornata.

- Mattina (Retequattro): “Ore 11” — format più leggero e sperimentale, orientato al tempo reale.
- Pomeriggio (Canale 5, prime due settimane): “Il Diario di Verità Nascoste” — anteprima del serale, con taglio di approfondimento ma formato più accessibile.
- Prima serata (Retequattro, da 1° settembre): “Verità Nascoste” — appuntamento settimanale il martedì, destinato a un racconto più strutturato e alle inchieste.
La diversa natura dei tre programmi mira a sfruttare il medesimo brand su registri distinti: dal rapido all’approfondito, senza sovrapposizioni immediate tra le offerte del gruppo.
Conseguenze per il pubblico e per le reti
Per gli spettatori questa scelta significa più opzioni d’informazione su temi di cronaca e attualità, spesso con un taglio in tempo reale che privilegia l’immediatezza. Per le emittenti si tratta di un esperimento: mettere insieme un format mattutino, uno pomeridiano e uno serale sotto la guida dello stesso giornalista consente di testare cross‑audience e sinergie editoriali.
Il confronto diretto con programmi consolidati — come La vita in diretta al pomeriggio e diMartedì in prima serata — rappresenta una sfida naturale per il palinsesto, ma Infante ha chiarito che l’obiettivo principale non è “fare la guerra degli ascolti”. L’intento dichiarato è costruire gradualmente una nuova identità editoriale, non puntare a un picco immediato di share.
Autonomia editoriale e posizione politica
Negli anni Infante è stato talvolta etichettato come vicino a certi schieramenti politici; lui respinge quell’inquadramento e sottolinea la distanza dalla politica attiva, definendosi autonomo nel proprio lavoro. Questa posizione sarà messa alla prova nel racconto quotidiano di cronaca e nelle scelte degli ospiti invitati, che il conduttore vorrebbe esperti con esperienza diretta sui temi trattati.
Che cosa cambia nella pratica
Il progetto poggia su due idee guida: la copertura in tempo reale degli eventi e l’uso della memoria storica per contestualizzare le notizie. Nella pratica questo si tradurrà in:

- servizi rapidi e aggiornamenti live per seguire sviluppi in corso;
- approfondimenti che richiamano fatti precedenti per spiegare contesti complessi;
- una squadra mista composta da professionisti di Videonews e autori che hanno scelto di seguirlo nel passaggio.
La combinazione punta a un linguaggio giornalistico che unisca velocità e contestualizzazione, cercando di evitare reazioni affrettate basate solo sui dati d’ascolto iniziali.
Rischi e opportunità
Non mancano le incognite: spostare abitudini consolidate del pubblico è sempre difficile, soprattutto in prima serata dove la concorrenza è radicata. Però la scelta di sperimentare formati diversi senza riproporre meccanicamente programmi simili può offrire a Mediaset nuove traiettorie editoriali.
Se il progetto avrà successo, l’effetto potrebbe essere duplice: rafforzare il brand personale di Infante e dimostrare che è possibile innovare i contenuti di attualità anche con formule ibride. In caso contrario, saranno gli ascolti e l’accoglienza del pubblico a decidere il futuro delle iniziative.
In breve
- Ruolo: condirettore di Videonews e conduttore su Retequattro e Canale 5.
- Avvio: 24 agosto (prime uscite), 1° settembre in prima serata.
- Focus editoriale: cronaca, attualità, tempo reale e memoria storica.
Il debutto è imminente e porta con sé una scommessa: mettere alla prova modelli di narrazione diversi lungo l’arco della giornata, senza trasformare il cambio di rete in una semplice disputa di numeri. Per gli spettatori, significa avere nuovi appuntamenti di informazione; per il mercato televisivo, una prova su quanto spazio ci sia oggi per sperimentare nel campo dell’attualità.












