Imputazione più grave confermata: notifica senza sorprese, dice l’avvocato Sempio

La chiusura dell’indagine su Garlasco conferma la contestazione già indicata nell’invito a comparire: lo sostengono i legali della difesa, che ora chiedono di poter visionare l’intero fascicolo per capire su quali elementi poggi l’accusa. La richiesta prende particolare rilievo perché si parla di una imputazione definita come la più grave prevista dal codice penale, con conseguenze immediate per il corso del procedimento.

Lo ha dichiarato l’avvocato Liborio Cataliotti, che insieme a Angela Taccia assiste Andrea Sempio. Secondo il difensore, la notifica ricevuta riproduce quanto già contenuto nell’invito a comparire e non introduce nuovi capi di imputazione.

Cataliotti ha precisato che la difesa sta già procedendo a richiedere l’accesso agli atti in modalità telematica: l’obiettivo è analizzare le prove che avrebbero portato a formulare l’accusa, definita dal legale «la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale». Questo passaggio, ha aggiunto, è necessario per poter valutare le prossime mosse processuali.

Nell’intervista rilasciata a Gianluigi Nuzzi durante il programma Dentro la notizia su Canale 5, il legale ha ribadito l’intenzione di esaminare il fascicolo appena possibile: «Solo dopo l’accesso potremo comprendere appieno la portata delle contestazioni», ha sintetizzato.

  • Oggetto: chiusura dell’inchiesta relativa a Garlasco.
  • Difesa: avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia rappresentano Andrea Sempio.
  • Richiesta: accesso telematico al fascicolo per visionare le prove a supporto dell’imputazione.
  • Prossimi passi: analisi degli atti da parte della difesa, possibili istanze o richieste al pubblico ministero.

Per i non addetti ai lavori, la chiusura dell’indagine segna una fase procedurale rilevante: consente alle parti di prendere visione degli elementi raccolti e di predisporre memorie, richieste probatorie o eventuali istanze difensive. Non significa tuttavia che sia già scattata una imputazione giudiziaria definitiva o che esista una condanna, ma rappresenta un momento chiave nella dinamica processuale.

La decisione della difesa di ottenere subito gli atti mira a evitare sorprese e a costruire una strategia puntuale. In assenza della visione completa del dossier, ha osservato Cataliotti, ogni valutazione resterebbe preliminare e incompleta.

Nei prossimi giorni è atteso l’effettivo rilascio del fascicolo per via telematica: sarà questa documentazione a chiarire i profili probatori che hanno indotto il pubblico ministero a disporre la chiusura dell’inchiesta. Solo allora la difesa potrà decidere se presentare osservazioni, chiedere ulteriori accertamenti o contestare i rilievi investigativi.

La vicenda resta sotto osservazione: aggiornamenti ufficiali sono probabili non appena la difesa comunicherà gli esiti dell’esame degli atti o il pubblico ministero fornirà ulteriori dettagli sulle motivazioni alla base della chiusura delle indagini.

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