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Per il Natale di Roma 2026 lo showman Rosario Fiorello ha festeggiato con una battuta che ha subito fatto il giro del web: la città eterna compirebbe 2779 anni e — secondo la sua ironia — sarebbe stata fondata nel 753 a.C. da Giovanni Malagò. La gag, breve e tagliente, ha riacceso attenzione e conversazioni sulla tradizione che ogni 21 aprile celebra le origini della capitale.
La presa in giro di Fiorello ha giocato sul contrasto tra mito e attualità: il riferimento a Malagò, presidente del Coni, ha mescolato il registro storico con l’attualità pubblica, suscitando sorrisi e commenti tra chi segue le celebrazioni civiche e chi apprezza il tono leggero del conduttore.
Cosa ricorda il 21 aprile
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Ogni anno il calendario romano commemora la data tradizionale della fondazione, legata alla leggenda di Romolo e Remo. La cifra degli anni — nel 2026 pari a 2779 — deriva dalla consueta cronologia che prende come riferimento il 753 a.C.
- Data: 21 aprile (Natale di Roma)
- Anno tradizionale di fondazione: 753 a.C.
- Anniversario 2026: 2779 anni
- Protagonisti della battuta: Rosario Fiorello e Giovanni Malagò (presidente Coni)
In città la ricorrenza viene celebrata con rievocazioni storiche, cerimonie ufficiali e aperture culturali: musei, forze dell’ordine e istituzioni spesso propongono eventi che intrecciano storia, spettacolo e memoria collettiva.
Perché questa battuta conta
La cosa non è solo un divertissement: quando personaggi molto noti usano l’ironia su temi civici, tendono a riportare davanti a un pubblico più ampio questioni di identità e memoria pubblica. In questo caso la combinazione di storia, sport e spettacolo ha dato nuovo impulso alle conversazioni online e offline sulla tradizione romana.
Dal punto di vista dell’opinione pubblica, la modalità di celebrazione può influenzare il coinvolgimento dei cittadini — soprattutto dei più giovani — e offrire alla città un’occasione di visibilità nazionale e internazionale, senza per forza scadere nella retorica.
Cosa succede a Roma oggi
Nel giorno del Natale di Roma, la capitale ospita iniziative diverse: visite guidate, percorsi didattici, spettacoli in piazza e momenti commemorativi ufficiali. Le istituzioni cittadine solitamente coordinano un calendario che punta sia alla conservazione delle memorie sia all’attrazione culturale.
La battuta di Fiorello si inserisce in questo contesto come episodio leggero, ma rappresentativo — un modo per ricordare che la storia resta patrimonio condiviso e spesso trova nel linguaggio popolare un canale per rimanere viva.
Alla radice rimane un fatto semplice: il Natale di Roma è una ricorrenza che ogni anno invita a riflettere su come passato e presente si intreccino nella vita urbana, e su come il linguaggio pubblico possa riaprire lo sguardo su tradizioni millenarie senza togliere spazio all’ironia.












