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La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in lieve ribasso, tra il timore di un nuovo aumento dei rendimenti obbligazionari e il nuovo rialzo del prezzo del petrolio, mentre restano alte le tensioni geopolitiche tra Iran e Stati Uniti. Questi elementi hanno inciso sul sentiment degli investitori e sulle prospettive di breve termine per le aziende giapponesi importatrici di energia.
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Il listino di riferimento ha segnato una flessione guidata dalle aspettative di mercato su rendimenti in aumento, nonostante un intervento del Tesoro statunitense volto a riacquistare titoli per sostenere la liquidità.

Allo stesso tempo, il prezzo del greggio è tornato sopra i 93 dollari al barile, alimentando preoccupazioni su costi energetici e pressioni inflazionistiche. La situazione politica in Medio Oriente ha poi aggiunto un fattore di incertezza, amplificando la cautela degli operatori.
Tra gli effetti pratici, alcuni settori sensibili al prezzo del petrolio e alle variazioni del cambio hanno registrato scambi più cauti; gli investitori seguono ora con attenzione i prossimi dati macro e le mosse delle autorità monetarie internazionali.
Numeri chiave
- Nikkei: -0,30% a 66.016,36 punti (circa -200 punti)
- Greggio: quotazioni sopra i 93 dollari al barile
- Yen: USD/JPY a 158,90 (stabile), EUR/JPY a 185,80 (in perdita rispetto all’euro)
- Fattori guida: aumento dei rendimenti obbligazionari e riacquisto di titoli da parte del Tesoro USA
- Contesto: persistente incertezza geopolitica tra Iran e Stati Uniti
La combinazione di mercati obbligazionari più costosi e petrolio in risalita rappresenta un elemento da monitorare con attenzione per le prossime sedute: può riflettersi sui margini aziendali, sui profitti societari e sulla valutazione complessiva delle azioni giapponesi.
Nei prossimi giorni gli operatori saranno attenti sia ai dati economici internazionali sia a eventuali sviluppi politici in Medio Oriente, che potrebbero determinare un rinnovato slancio della volatilità sui mercati azionari e valutari.












