La Borsa di Tokyo apre in netto ribasso questa mattina, spinta al nervosismo dall’impennata del prezzo del greggio e dal peggioramento della crisi geopolitica in Medio Oriente. L’aumento dei rendimenti sul mercato obbligazionario internazionale accentua la fuga dagli asset azionari, con effetti immediati sui portafogli e sui costi di approvvigionamento energetico.
La contrazione dell’indice di riferimento si è manifestata già nelle battute iniziali: il Nikkei perde circa l’1,56%, attestandosi sui 4.255,37 punti dopo una flessione di 1.015 punti rispetto alla chiusura precedente. Sul fronte valutario lo yen resta sostanzialmente stabile, oscillando attorno a 154,50 per dollaro e 179,40 per euro.
Numeri chiave di apertura
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Coppa Sabatini: Cosnefroy trionfa, Pellizzari beffato a 100 m dall’arrivo
- Nikkei: -1,56% (4.255,37 punti), calo di 1.015 punti
- Yen: 154,50 nei confronti del dollaro; 179,40 verso l’euro
- Greggio: quotazioni in rialzo, legate alle tensioni geopolitiche
- Rendimenti obbligazionari: salita che penalizza gli asset rischiosi
Il contesto internazionale resta il fattore chiave: il rincaro del petrolio, collegato alle notizie sulla situazione nel Medio Oriente, ha innescato un movimento di avversione al rischio che si riflette nelle vendite sui listini asiatici. Parallelamente, il rialzo dei tassi implicito nei movimenti sui titoli di Stato rende meno attraenti le azioni, soprattutto quelle più sensibili alle aspettative di crescita e credito.
Per gli operatori in Giappone e per gli investitori esteri l’attuale combinazione di variabili comporta alcune conseguenze concrete: maggiori costi per importatori di energia, pressione sui margini aziendali e un potenziale aumento della volatilità dei portafogli azionari. Anche la politica monetaria resta sotto osservazione: movimenti prolungati delle valute e dei rendimenti possono influire sulle valutazioni delle banche centrali, inclusa la Bank of Japan.
Gli sviluppi nelle prossime ore saranno determinanti: la reazione dei mercati europei e statunitensi, così come eventuali nuovi segnali geopolitici o dati macroeconomici, potrebbero amplificare o attenuare il movimento odierno. Restiamo aggiornati sulle variazioni in tempo reale per valutare l’evoluzione del rischio.












