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Una corte ecuadoriana ha emesso una sentenza significativa che potrebbe riaprire il dibattito sul controllo degli appalti sanitari durante la pandemia: l’ex presidente Abdalá Bucaram è stato condannato a più di nove anni di carcere per il suo ruolo in una presunta rete di traffico di materiali medici nel 2020. La decisione, attesa dopo un lungo processo, solleva interrogativi politici e giudiziari sull’uso dei fondi pubblici in emergenza sanitaria.
La sentenza
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Un tribunale ha inflitto a Abdalá Bucaram una pena di nove anni e quattro mesi per associazione per delinquere, al termine di un procedimento giudiziario che si è protratto per oltre cinque anni. Anche il figlio, Jacobo Bucaram, ha ricevuto la stessa misura detentiva.

Due imputati considerati esecutori materiali delle operazioni illecite — tra cui un ex agente della polizia stradale — hanno riportato condanne più severe: 13 anni e quattro mesi di carcere come ritenuti responsabili diretti delle forniture contestate.
Le accuse contestate
Secondo l’accusa, tra marzo e agosto 2020 sarebbero stati commercializzati irregolarmente circa 21.000 test per il Covid-19, insieme a grandi quantitativi di mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione. Oltre all’associazione per delinquere, il pubblico ministero ha ipotizzato reati quali arricchimento privato ingiustificato, frode fiscale, peculato e falsificazione di atti pubblici.

- Periodo contestato: marzo–agosto 2020
- Materiali al centro dell’inchiesta: test diagnostici per il Covid-19, mascherine, guanti e dispositivi sanitari
- Pene principali: 9 anni e 4 mesi per Abdalá e Jacobo Bucaram; 13 anni e 4 mesi per gli imputati indicati come autori diretti
- Altre accuse: peculato, frode fiscale, arricchimento illecito, falsificazione di documenti
Reazioni e sviluppi
L’ex presidente non si è presentato in aula per la lettura della sentenza — era la sesta assenza registrata — e ha definito il verdetto “macabro” e “immorale”, annunciando l’intenzione di ricorrere. Ha inoltre affermato di soffrire di seri problemi cardiaci.
La decisione avrà probabilmente conseguenze politiche: oltre all’iter giudiziario dei singoli, la sentenza riporta sotto i riflettori la gestione degli acquisti sanitari durante la fase acuta della pandemia e potrebbe spingere per nuovi controlli su gare e forniture pubbliche.
Cosa cambia per i cittadini e per la politica
Per la popolazione, la vicenda apre questioni pratiche sulla trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici in emergenza. Per la classe politica, la condanna rappresenta un precedente su come i tribunali intendono affrontare casi di presunta corruzione legati alla crisi sanitaria.
Il processo d’appello e gli eventuali ricorsi faranno da prossima tappa. Le autorità giudiziarie e gli osservatori politici terranno d’occhio le mosse difensive e le verifiche collegate agli appalti contestati.











