Un’esplosione ha colpito una scuola nel quartiere di Dasht-e-Barchi a Kabul il 17 agosto, lasciando 35 bambini feriti mentre stavano uscendo dall’edificio: il fatto riporta al centro il nodo della sicurezza nelle aree urbane e la pressione sulle strutture sanitarie locali. La vicenda è rilevante oggi perché mette in evidenza quanto restino vulnerabili i luoghi di istruzione e quanto il sistema di assistenza continui a gestire feriti di guerra.
Secondo i soccorsi, a presentarsi al Centro chirurgico di EMERGENCY nella capitale sono stati 35 minori, tutti tra i 10 e i 14 anni. I medici riferiscono che la maggior parte delle lesioni è dovuta a frammenti; tre ragazzi hanno richiesto interventi chirurgici urgenti per lesioni più gravi. Al momento non sono note le cause dell’esplosione.
Intervento e primo soccorso
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Dejan Panic, responsabile nazionale di EMERGENCY in Afghanistan, ha spiegato che la struttura è stata allertata in serata e ha ricevuto un flusso immediato di pazienti. Le équipe hanno trattato ferite da schegge, tagli e altre lesioni tipiche di esplosioni, mentre altri centri locali hanno supportato il trasferimento e la stabilizzazione dei casi.
Il fatto avviene in un contesto in cui, nonostante un calo di tali eventi registrato dal 2021, gli ospedali gestiscono ancora numeri consistenti di vittime della violenza. Nei primi sei mesi del 2026, il 70% dei ricoveri per trauma nell’ospedale di EMERGENCY a Kabul è stato attribuito a ferite legate a conflitti: proiettili, tagli, schegge ed esplosioni, comprese mine.
| Struttura | Località | Ruolo |
|---|---|---|
| Centro chirurgico per vittime di guerra | Kabul | Pronto intervento e chirurgia maggiore |
| Centro chirurgico per vittime di guerra | Lashkar-gah (Helmand) | Trattamento traumi da combattimento |
| Centro chirurgico, pediatrico e maternità | Anabah (valle del Panshir) | Assistenza chirurgica, pediatrica e ostetrica |
| Rete di FAP e PHC | Paese | Oltre 30 punti di primo soccorso e centri sanitari di base |
| Attività complessiva | Afghanistan | Dal 1999 oltre 8,5 milioni di persone assistite |
Le conseguenze immediate per la comunità sono molteplici: famiglie sotto choc, scuole che perdono ore di lezione e strutture sanitarie che devono riallocare risorse. La ricaduta a medio termine riguarda la fiducia nei luoghi pubblici e il maggior carico assistenziale per gli ospedali che già operano in condizioni difficili.
- Per i genitori: aumento della preoccupazione sulla sicurezza scolastica.
- Per le autorità sanitarie: necessità di rafforzare la capacità di risposta d’emergenza.
- Per le scuole: possibile sospensione o revisione dei turni e dei protocolli di sicurezza.
- Per le organizzazioni umanitarie: monitoraggio continuo e supporto alla riabilitazione dei feriti.
Al momento è in corso un accertamento sulle responsabilità e sulle circostanze dell’esplosione; le autorità locali non hanno ancora fornito dettagli ufficiali. Rimane però chiaro che, anche dopo il presunto calo di eventi violenti a partire dal 2021, la popolazione civile—e in particolare i bambini—resta esposta a rischi concreti.
EMERGENCY e altre ong proseguiranno con le cure e il sostegno: nei prossimi giorni sarà fondamentale verificare lo stato dei feriti e monitorare eventuali ripercussioni sulla frequenza scolastica nella zona di Dasht-e-Barchi.











