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8 agosto 2026 — Tre mesi di ondate di calore e precipitazioni molto sotto la media stanno togliendo acqua e reddito alle campagne italiane: l’effetto è già visibile nelle stalle, nei frutteti e nelle risaie e si traduce in costi maggiori per le imprese e rischi concreti per l’approvvigionamento alimentare. La situazione richiede decisioni immediate su gestione idrica e protezione delle filiere.
Il fenomeno non è limitato a poche aree: siccità, incendi e la risalita del mare lungo i fiumi stanno creando criticità diffuse, con impatti che vanno dalla produzione al prezzo finale dei prodotti.
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Coldiretti: una fotografia preoccupante
Secondo le elaborazioni dell’associazione agricola, che ha incrociato i dati con le mappe Copernicus, una quota rilevante del territorio nazionale presenta livelli di siccità da moderata a severa. Le colture più esposte, oltre ai pascoli, sono mais, riso e soia; ma subiscono contraccolpi anche frutta, oliveti e ortaggi.
Per le aziende agricole questo si traduce in costi di irrigazione più alti e in una perdita di produzione che in alcuni casi arriva a percentuali estremamente elevate.
Impatto pratico: dove si vede di più
Le perdite registrate finora sono concentrate in specifiche filiere e territori, ma il danno si estende a catena: meno foraggio significa meno latte, meno frutti significa meno lavoro per confezionamento e trasformazione, e così via.

| Regione/area | Coltura/prodotto | Stima perdita |
|---|---|---|
| Piemonte | Nocciole | fino al 70% |
| Sardegna | Miele (apicoltura) | circa 70% |
| Emilia-Romagna | Pesche | ~30% |
| Varie aree | Kiwi | ~50% |
| Trentino | Mele | leggera flessione (≈2%) |
| Nazionale (stalle) | Latte | –20% nella produzione |
Il Po, il cuneo salino e le conseguenze sul delta
Il grande fiume del Nord sta vivendo livelli idrometrici eccezionalmente bassi: a Cremona è stato misurato un valore record negativo che ha superato il minimo del 2022. Questo fenomeno facilita la risalita del sale dall’Adriatico verso l’interno, con effetti negativi su suoli, colture irrigate e allevamenti nel Delta.
In alcune aree del Polesine e delle coste romagnole il mare è penetrato per decine di chilometri nel fiume, alterando ecosistemi e aumentando il rischio per le attività agricole costiere, comprese quelle mollusche.
Incendi e territori bruciati
La siccità alimenta anche gli incendi: dall’inizio dell’anno sono andati in fumo decine di migliaia di ettari tra boschi e terreni agricoli. La perdita di pascoli e strutture aziendali accentua la fragilità delle imprese rurali e riduce la capacità produttiva a breve termine.

Per questo motivo, le organizzazioni agricole chiedono già misure urgenti per la tutela delle produzioni e il sostegno alle aziende colpite.
Proposte per l’acqua: il piano invasi
Per garantire riserve idriche stagionali e supportare l’irrigazione, Coldiretti propone la costruzione di nuovi invasi e il recupero di infrastrutture già esistenti. L’idea è aumentare la capacità di accumulo delle precipitazioni e affiancare sistemi di pompaggio che possano anche contribuire alla produzione di energia.
L’obiettivo dichiarato è migliorare la resilienza del territorio, ridurre il rischio di esondazioni nelle stagioni piovose e assicurare acqua alle colture nei mesi critici, con soluzioni a basso impatto ambientale per quanto possibile.
Costi e ricadute economiche
Le stime sui danni degli ultimi anni parlano di miliardi di euro persi dall’agricoltura a causa di eventi estremi e condizioni climatiche avverse. Oltre alla riduzione delle rese, le imprese affrontano l’aumento dei costi operativi: tra questi spicca il prezzo del gasolio agricolo, che ha subito oscillazioni legate a tensioni internazionali.
Queste fluttuazioni si riflettono sui bilanci aziendali e, a medio termine, sul costo dei prodotti al consumo.
- Immediato: riduzione di produzione e costi di irrigazione più alti per le aziende.
- Medio termine: possibile aumento dei prezzi alimentari e contrazione del reddito agricolo.
- Politiche: urgenza di interventi infrastrutturali e piani di emergenza per la gestione delle risorse idriche.
Cosa cambia per i cittadini
Per il consumatore le ripercussioni possono emergere in forma di minore disponibilità di alcuni prodotti stagionali e di aumenti di prezzo, specialmente per merci sensibili alla siccità come frutta, ortaggi e derivati del latte.
Per le comunità rurali il rischio è una perdita di occupazione e la necessità di adattare pratiche agricole — dall’irrigazione di precisione alla gestione del suolo — per resistere a condizioni climatiche più estreme.
Le prossime settimane saranno decisive: le istituzioni locali e nazionali dovranno valutare interventi che vadano dal sostegno economico alle aziende colpite fino a piani strutturali per la sicurezza idrica.












