Roma, 17 giugno 2026 — Cambio di rotta sull’approvazione del decreto accise ter: la Camera ha dato il via libera a una versione privata di alcune norme considerate estranee al testo originario, accelerando così il percorso verso la conclusione della procedura. La decisione, presa in fretta per evitare conflitti di competenza, ha ricadute immediate su imprese e soggetti destinatari di agevolazioni.
La relatrice e l’esecutivo hanno espresso parere favorevole alla soppressione di quattro emendamenti presentati dalla commissione Finanze, una scelta condivisa — secondo fonti parlamentari — anche con il Quirinale, che avrebbe chiesto chiarezza sulle misure coerenti con l’oggetto del decreto.
Di seguito i punti principali tolti o rivisti e le conseguenze pratiche:
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- Telemarketing e telecomunicazioni: ritirata l’estensione del divieto di telemarketing aggressivo alle attività di telecomunicazione così come introdotta in un precedente decreto; possibile sollievo per operatori del settore e per alcune campagne commerciali, ma resta aperto il tema della tutela dei consumatori.
- Misure sui prezzi di materie prime: cancellato o alleggerito un intervento pensato per mitigare il costo di componenti chimiche come lo zolfo e l’acido solforico, con impatto su aziende che li utilizzano nella filiera produttiva.
- Crediti d’imposta e minoranze linguistiche: eliminate alcune norme che avrebbero modificato i meccanismi di tutela fiscale per le minoranze linguistiche, rimandando a una possibile riformulazione futura.
- Altre disposizioni considerate non omogenee con l’oggetto del decreto, stralciate per evitare vizi di costituzionalità o incertezza applicativa.
La cancellazione degli emendamenti non chiude però la partita: dopo l’approvazione alla Camera il testo dovrà tornare a Palazzo Madama per una terza lettura rapida. Il calendario è serrato perché il decreto scade il 29 giugno, data entro la quale è necessario il via libera definitivo per evitare la decadenza delle norme contenute.
Per i destinatari delle misure — imprese chimiche, operatori delle telecomunicazioni, enti locali e gruppi linguistici — l’iter parlamentare significa incertezza a brevissimo termine. Se il Senato confermerà le modifiche, molte disposizioni non omogenee non entreranno in vigore; in caso contrario, sarà necessario un ulteriore confronto politico e tecnico.
Fonti interne al governo segnalano che l’obiettivo dell’operazione è stato duplice: snellire il testo rispetto a interventi ritenuti esterni al cuore fiscale del provvedimento e accelerare l’iter per evitare che il decreto decade. Sul tavolo rimangono però dossier aperti che potrebbero essere oggetto di future norme autonome o di interventi correttivi.
Implicazioni pratiche per il pubblico:
- Consumatori: possibile mancato ampliamento delle tutele contro pratiche commerciali invasive nel breve periodo.
- Aziende del settore chimico: attenzione a eventuali variazioni di prezzo e a possibili misure di sostegno alternative.
- Enti e comunità linguistiche: le modifiche ai crediti d’imposta vengono rinviate, con possibili ritardi negli aiuti previsti.
Nei prossimi giorni occorrerà seguire l’esame al Senato: la rapidità con cui verrà calendarizzata la terza lettura deciderà se il decreto potrà diventare definitivamente operativo entro la scadenza o se serviranno ulteriori interventi legislativi.












