Mostra sommario Nascondi sommario
È uscito in questi giorni Angelina, il nuovo romanzo di Ciriaco Offeddu pubblicato da Bompiani: un libro che impone attenzione perché porta sotto i riflettori abusi infantili e una maternità spezzata, temi che restano urgenti nel dibattito pubblico. La lettura non è facile, ma proprio per questo il romanzo chiede di essere letto fino in fondo.
La storia si apre con un nucleo doloroso e immediatamente visibile: Assunta, una ragazza ancora bimba, subisce violenze ripetute da parte del nonno e da quell’abuso nasce una figlia, Angelina, poi ceduta in adozione. Il fatto che la madre abbia undici anni al momento del parto aggiunge al racconto una dimensione di realtà cruda e difficile da eludere; l’autore prende spunto da una vicenda vera per costruire una trama che non cerca pietismi ma compattezza emotiva.
La scrittura di Offeddu alterna momenti di grande concentrazione narrativa e passaggi che costringono il lettore a misurare il proprio respiro: non è il classico “tutto d’un fiato”, piuttosto un’esperienza che interrompe e riavvia l’attenzione, come se ogni pagina richiedesse di riorganizzare il sentimento verso i personaggi.
Offeddu presenta Angelina: un teatro che sfida la morte
Cupra Born: nuovo volto a Madrid, l’elettrica compatta diventa più grintosa
Temi e implicazioni
Uno degli aspetti più interessanti è il ribaltamento degli stereotipi: oggi molti autori uomini si avvicinano con serietà a argomenti tradizionalmente associati al femminile — affetti, cura, famiglia — mentre molte scrittrici esplorano contesti più pubblici. Questo scambio di sguardi amplifica la comprensione collettiva e rende il panorama letterario più ricco.
Nel romanzo la maternità è rappresentata in tutte le sue contraddizioni: desiderata, negata, costretta, eppure centrale per la rappresentazione del trauma e della resilienza. C’è anche una riflessione sulla vita e sulla morte: uno dei personaggi suggerisce che per affrontare la fine bisogna prima aver accumulato una vita piena, con le sue ferite e i suoi rimpianti — un invito a non eludere il dolore ma a renderlo parte della memoria personale.
Il paesaggio gioca un ruolo narrativo cruciale. L’isola, la Sardegna, non è solo sfondo ma presenza che plasma i personaggi: il mare, il vento, il sole diventano elementi che levigano, proteggono o espongono. Per molti protagonisti l’isola è più madre di quanto lo siano gli esseri umani che li circondano, un luogo che accoglie chi fugge dall’orrore e prova a ricostruirsi.
Perché leggere questo romanzo oggi
- Consapevolezza sociale: mette in luce dinamiche di abuso e vulnerabilità che richiedono attenzione pubblica.
- Prospettiva originale: un’autore maschile che affronta la maternità con sensibilità aumenta la pluralità delle voci in campo.
- Ambientazione evocativa: la Sardegna diventa strumento narrativo, non semplice cornice.
- Esperienza di lettura intensa: la prosa non concede leggerezza, ma stimola la riflessione.
- Rilevanza attuale: il romanzo dialoga con le emergenze culturali su tutela dei minori e memoria.
Angelina non è un libro che si presta all’evasione: pretende da chi legge la volontà di confrontarsi con storie scomode e, allo stesso tempo, offre una riva su cui fermarsi per pensare. Per chi è interessato ai temi della cura, della violenza e della rinascita, il romanzo rappresenta un contributo significativo e misurato.
Di Simona Baldelli












