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Le Nazioni Unite hanno approvato all’unanimità una dichiarazione sull’innalzamento del livello del mare, una scelta che arriva sullo sfondo di dati recenti e concreti: il 2024 ha segnato il più forte aumento annuo mai rilevato. La decisione solleva questioni immediate su come proteggere comunità, infrastrutture e identità culturali legate alle coste.
Un dato che cambia l’urgenza
Nel 2024 il livello medio degli oceani è salito di quasi sei millimetri, il ritmo più rapido registrato fino ad oggi. Per chi vive vicino alla costa questo si traduce in rischi reali e tangibili: erosione, inondazioni più frequenti e la perdita di terreni agricoli e abitazioni.
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Le Nazioni Unite avvertono che, senza politiche drastiche per ridurre le emissioni, lo scenario potrebbe peggiorare: si parla di un aumento fino a un metro entro la fine del secolo, con impatti sproporzionati su centinaia di milioni di persone che risiedono a poche decine di metri dal mare.
Cosa chiede l’ONU oggi
Il segretario generale António Guterres e altri rappresentanti hanno messo in fila tre priorità operative e normative per rispondere all’emergenza:
- ridurre drasticamente le emissioni globali, con l’obiettivo indicato di una diminuzione del 60% entro il 2035 rispetto agli scenari correnti;
- rafforzare la protezione delle comunità più vulnerabili attraverso infrastrutture resilienti e piani di adattamento;
- colmare le lacune giuridiche che ostacolano soluzioni internazionali coordinate, dalla gestione dei confini costieri alla protezione dei diritti umani.
Conseguenze pratiche e finanziarie
Oltre alle misure tecniche e normative, l’ONU ha indicato la necessità di aumentare i fondi disponibili. Secondo il testo discusso dalle delegazioni, gli stanziamenti per adattamento e mitigazione dovrebbero essere amplificati significativamente — alcuni esperti propongono di triplicare gli investimenti attuali — per far fronte all’impatto già in atto.
Questa richiesta mette sotto i riflettori il tema della giustizia climatica: paesi con minore responsabilità storica per le emissioni subiscono spesso i danni più severi.
Qualche numero chiave
- 2024: aumento medio del livello del mare ~6 mm (massimo storico annuo).
- 770 milioni di persone vivono oggi entro cinque metri dal livello del mare.
- Proiezioni di fine secolo: fino a 1 metro di innalzamento in scenari senza tagli drastici alle emissioni; per alcune aree locali, come segnalato in Assemblea, l’aumento potrebbe arrivare a 1,3 metri.
Piccoli Stati insulari: il rischio dell’annientamento culturale
Per le nazioni insulari il problema non è solo economico o infrastrutturale, ma anche identitario. Leader come il primo ministro di Saint Vincent e Grenadine hanno ricordato che la maggior parte della popolazione e dei servizi essenziali si trova lungo la costa, rendendo il Paese particolarmente esposto.

Capo Verde, che ha guidato le negoziazioni su questa dichiarazione insieme ad altri, ha sottolineato come per molte comunità l’aumento del mare equivalga a una minaccia diretta alla memoria collettiva, patrimonio e modo di vivere legato al mare.
Osservazione e alleanze per il monitoraggio
Sul fronte del monitoraggio, l’Unione Europea e partner internazionali hanno rafforzato iniziative per osservare gli oceani: l’OceanEye International Alliance, promossa dall’UE e dal Canada, riunisce decine di membri e vanta impegni per centinaia di milioni di dollari destinati al rilevamento e alla condivisione dei dati.
Più informazioni affidabili e tempestive sono essenziali per pianificare evacuazioni, proteggere infrastrutture costiere e calibrare interventi di adattamento a scala locale e regionale.
Cosa cambia per i cittadini
Per chi vive in aree costiere le implicazioni sono concrete: assicurazioni più care, spese per difese costiere, possibili ricollocazioni e pressioni sui sistemi alimentari locali. A livello internazionale, la dichiarazione dell’ONU punta a stimolare cooperazione, fondi e norme per ridurre il rischio di conflitti e ingiustizie legate alla perdita di territorio.
Il messaggio politico è chiaro: la prova di questa emergenza è già visibile e richiede risposte immediate e coordinate, non solo promesse a lungo termine.











