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Luca Barbareschi sarà ospite del programma Ciao Maschio su Rai1: l’intervista con la conduttrice Nunzia De Girolamo, in onda sabato 17 ottobre alle 17, mette al centro scelte professionali, misteri di set e ricordi personali. In un contesto mediatico che spesso intreccia cultura e politica, le sue osservazioni offrono spunti concreti sul mestiere dell’attore e sul funzionamento della produzione culturale.
Dalla carriera alle scelte artistiche
Nel corso della chiacchierata Barbareschi traccia un bilancio della propria vita professionale e rivendica un percorso poco comparabile nel panorama europeo contemporaneo. Ripercorre rapporti con colleghi e registi, sottolineando di non aver mai fatto della fede politica un criterio di selezione per i collaboratori.
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Luca Barbareschi: curriculum unico, ruolo per Rubini in un film di Polanski saltò

Interrogato sui rapporti con Sergio Rubini, l’attore ha definito Rubini un «talento naturale» e ha raccontato un aneddoto che coinvolge Roman Polanski: secondo Barbareschi, Polanski aveva preparato dei bozzetti per il ruolo pensato per Rubini, ma l’attore alla fine non si presentò alle riprese.
Un curriculum tra imprese, teatro e produzione televisiva
Barbareschi descrive una carriera che spazia dall’imprenditoria tecnologica al teatro, fino alla produzione televisiva internazionale. Ha parlato di investimenti personali nel recupero di un teatro e dell’esperienza maturata in produzione negli Stati Uniti.

- Impresa tecnologica: ha fondato una società di informatica quotata in Borsa, poi ceduta.
- Formazione e rete: racconta di aver formato giovani ingegneri che oggi ricoprono posizioni strategiche in Europa.
- Teatro: acquisto e ristrutturazione di una sala con fondi privati.
- Produzione televisiva: oltre mille ore di produzione negli Stati Uniti e circa 200 ore come conduttore/host.
Questi punti non sono mere cifre: descrivono una traiettoria che mescola capacità manageriali e istinto creativo, e spiegano perché Barbareschi continui a essere un interlocutore influente nel settore dello spettacolo.
Il ricordo di Walter Chiari e il peso dell’emozione
Un videomessaggio di Simone Annichiarico ha spinto Barbareschi a parlare di figure che hanno segnato la sua carriera. Ha citato Walter Chiari come riferimento fondamentale: non il tentativo di copiarne il lavoro, ha precisato, ma il desiderio di misurarsi con un modello che ha contato molto nella sua formazione artistica.
La testimonianza ricorda quanto la memoria personale e le influenze culturali continuino a orientare le scelte professionali anche dopo anni di attività.
Perché conta oggi
Le parole di Barbareschi toccano questioni più ampie: come si costruisce una carriera nel mondo dello spettacolo, che ruolo giocano le scelte personali rispetto al clima politico, e quali sono le dinamiche tra talento, opportunità e resilienza. Per chi segue il settore culturale, l’intervista offre elementi utili per capire tendenze e nodi critici.
Se vuoi seguire la puntata, l’appuntamento è sabato 17 ottobre alle 17 su Rai1.











