Oggi è Santa Lucia, protettrice della vista, dei ciechi e degli oculisti, ma anche degli operatori pirotecnici e dei vigili del fuoco. Quest’ultimo aspetto può offrire un’interpretazione sul perché la Santa è venerata anche sul Gargano, terra interessata da grandi aree boschive.

Santa Lucia, cristiana vissuta nel IV secolo d. C, dopo essere stata accusata di stregoneria dal magistrato Pascasio, fu cosparsa di olio e posta su una catasta di legno per essere torturata con il fuoco. Le fiamme, tuttavia, non sfiorarono per nulla il suo corpo: da qui il legame della Santa con la salvezza dal fuoco.

A Ischitella, nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, è presente una statua in legno dedicata alla Santa databile intorno ai primi del Novecento. Era molta la devozione a Ischitella, come negli altri centri garganici. A Monte Sant’Angelo, per questa giornata, si mangiavano esclusivamente le fave arricciate (feve crett), così come ricorda Giovanni Tancredi nel suo “Folclore Garganico”. Invece, a Cagnano, in occasione del triduo di Santa Lucia, si effettuava la raccolta dell’olio, secondo quanto descritto da Leonarda Crisetti in “Bbèlla, te vu mbarà a ffà l’amóre”.

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