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Un nuovo bando lanciato dalla sede di Beirut dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo mette a disposizione oltre 12 milioni di euro per progetti in Siria, proprio mentre il Paese affronta una fase di ritorni massicci e bisogni umanitari ancora molto ampi. La misura punta sia a interventi salvavita immediati sia a iniziative per il rilancio economico delle comunità più fragili.
Cosa prevede il bando
La procedura è articolata in due lotti distinti, pensati per coprire esigenze diverse ma complementari: assistenza multisettoriale di emergenza e programmi di ripresa economica e sostentamento. L’impegno finanziario complessivo supera i 12,6 milioni di euro.
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Entrambi i lotti richiedono un approccio sensibile al contesto di conflitto, con obblighi specifici su genere e inclusione delle persone con disabilità. Particolare attenzione è rivolta a donne capofamiglia, giovani, rientrati e sfollati interni.
Dettagli sul Lotto 1: emergenza multisettoriale
Il primo lotto sostiene interventi orientati alla risposta umanitaria immediata, con un focus su servizi essenziali e protezione delle persone più vulnerabili.

- Dotazione: 7.840.000 euro
- Obiettivi chiave: acqua, igiene e servizi sanitari; sicurezza alimentare e agricoltura; salute; istruzione; protezione (inclusa la prevenzione della violenza di genere e la tutela dei minori)
- Supporti specifici: riduzione del rischio da ordigni esplosivi e sostegno psicosociale
- Contributo massimo per proposta: 1.120.000 euro
- Durata massima dei progetti: 24 mesi
Queste azioni mirano a salvare vite e a ripristinare servizi di base in aree dove la capacità istituzionale resta compromessa.
Dettagli sul Lotto 2: sostegno a reddito e occupazione
Il secondo lotto promuove la resilienza economica delle famiglie attraverso interventi che favoriscono il lavoro e la microimprenditorialità.

- Dotazione: 4.800.000 euro
- Ambiti di intervento: formazione professionale, supporto a micro e piccole imprese, programmi cash for work, sviluppo competenze e accesso al mercato del lavoro
- Contributo massimo per proposta: 1.600.000 euro
- Durata massima dei progetti: 30 mesi
Obiettivo: rafforzare mezzi di sussistenza sostenibili per ridurre la dipendenza dagli aiuti e favorire la stabilità locale.
Perché questa iniziativa arriva ora
La tempistica è significativa: dal dicembre 2024 si registra un flusso rilevante di rientri, con circa 1,68 milioni di rifugiati tornati in Siria, mentre oltre 5,5 milioni di persone restano sfollate internamente e dipendono ancora dall’assistenza. Secondo l’Humanitarian Needs and Response Plan 2026 delle Nazioni Unite, circa 15,6 milioni di siriani necessitano di aiuti.
In pratica, il bando cerca di coniugare la risposta alle emergenze con interventi che possano ridurre la vulnerabilità nel medio termine: dalla distribuzione di acqua potabile alla creazione di opportunità di lavoro, fino al sostegno psicologico per popolazioni segnate da lunghi anni di conflitto.
Implicazioni pratiche
Per gli operatori umanitari e le organizzazioni della società civile la finestra di finanziamento rappresenta un’opportunità per mettere in campo progetti integrati che tengano insieme assistenza immediata e percorsi di recupero economico.
- I progetti dovranno dimostrare sensibilità al contesto di conflitto e strategie per evitare effetti negativi involontari.
- La dimensione di genere e l’inclusione delle persone con disabilità sono criteri obbligatori, non opzionali.
- Interventi mirati su donne capofamiglia, giovani e rientrati sono esplicitamente incentivati.
Il successo di questi interventi dipenderà però dalla capacità degli attori locali e internazionali di coordinarsi e di operare in zone dove accesso e sicurezza restano spesso limitati.
In assenza di dettagli sulle scadenze e sulle modalità di presentazione qui non riportate, chi opera sul terreno dovrebbe monitorare i canali ufficiali dell’AICS per informazioni aggiornate e bandi attuativi.












