Gaza: sospensione delle forniture decisa da Netanyahu, migliaia di civili in pericolo

Mostra sommario Nascondi sommario


A Gaza la carenza di olio per motori e di pezzi di ricambio sta già compromettendo servizi di prima necessità: generatori, ambulanze e impianti idrici funzionano a singhiozzo, con effetti immediati sulla salute e sulle condizioni di vita della popolazione. Secondo Medici Senza Frontiere (MSF), le restrizioni alle forniture hanno ridotto la produzione di acqua potabile e aumentato il rischio di guasti letali negli ospedali.

Tagli all’acqua e rincari estremi

Già a giugno, MSF ha dovuto ridurre la produzione giornaliera di acqua potabile da 600.000 a 350.000 litri, una diminuzione che traduce in oltre 40.000 persone in meno che ricevono acqua ogni giorno. Sul mercato locale il prezzo dell’olio per motori è schizzato: in sei mesi il costo è cresciuto di circa venti volte, superando i 1.300 dollari al litro alla fine di luglio.

Le organizzazioni sanitarie si trovano così costrette a procurarsi risorse a costi proibitivi, senza alcuna garanzia sulla qualità o continuità delle forniture.

Un ospedale costretto a razionare l’elettricità

Il 5 agosto, l’ospedale da campo gestito da MSF a Deir Al Balah ha registrato il guasto di uno dei generatori principali. Il personale ha dovuto affidarsi a un apparato di riserva più piccolo, attivando misure drastiche di razionamento elettrico.

Generatore ospedaliero danneggiato e non funzionante in una struttura sanitaria di emergenza
I guasti ai generatori costringono gli ospedali a razionare l’energia e limitare i servizi critici.

Di conseguenza, le sale operatorie sono rimaste operative solo per i casi più critici; la sterilizzazione degli strumenti non è stata garantita, i servizi di radiografia si sono fermati e i pazienti con ustioni hanno sofferto il caldo per la mancanza di aria condizionata.

  • Ospedali: rischi per i neonati in incubatrice, pazienti su ventilatori e interventi chirurgici urgenti.
  • Acqua: riduzione delle forniture e interruzioni nei sistemi di desalinizzazione.
  • Ambulanze e trasporti sanitari: veicoli non funzionanti per mancanza di ricambi o carburante lubrificante.
  • Servizi igienico-sanitari: aumento del rischio di malattie legate all’acqua e all’igiene.

Carattere sistemico delle restrizioni

MSF descrive la situazione come più di una semplice crisi di approvvigionamento: per l’organizzazione si tratta di un meccanismo che, nel tempo, smantella i sistemi essenziali di sopravvivenza. Secondo il capo missione in Palestina, le politiche che limitano l’ingresso di attrezzature e materiali di consumo non causano solo ritardi negli aiuti, ma erodono la capacità stessa delle strutture di operare.

Le restrizioni non riguardano soltanto generatori o veicoli: mancano anche prodotti di uso quotidiano come pomate, guarnizioni in gomma e pezzi di ricambio per macchinari medici. Questo sovraccarico di carenze ha effetti a catena su servizi e infrastrutture già gravemente danneggiati.

Cosa rischia la popolazione oggi

Gran parte dell’elettricità nella Striscia dipende oggi dai generatori, mentre molte infrastrutture sono state distrutte. Senza ricambi e olio per motori i guasti si moltiplicano e non esistono alternative energetiche diffuse che possano compensare, dato che anche nuovi generatori e veicoli rimangono bloccati alle frontiere.

Le conseguenze sono immediate e tangibili: incubatrici che non funzionano, respiratori privi di alimentazione, impianti di desalinizzazione offline. In luglio, un’indagine sulle reti idriche ha rilevato che il 90% delle famiglie vive una condizione di insicurezza idrica da moderata ad alta; uno dei generatori dell’impianto di desalinizzazione gestito da MSF è già fuori uso per mancanza di parti di ricambio.

Se i generatori si fermano del tutto, non c’è un piano alternativo su scala che garantisca luce, cure e acqua. Per ora, il rischio è che la popolazione venga progressivamente privata delle condizioni minime per una vita dignitosa.

La situazione resta in continua evoluzione e gli effetti pratici si registrano ogni giorno nei reparti, nelle ambulanze e nelle case di chi vive nella Striscia. Le organizzazioni umanitarie chiedono misure immediate per ripristinare flussi regolari di forniture tecniche e ridurre il carico sui servizi essenziali.

Dai il tuo feedback

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



IschitellaGargano.com è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento