Il botteghino, la sala, le poltrone, il grande schermo, le luci che si spengono, il film che comincia, l’intervallo, i titoli di coda.

Il virus si è portato via anche questo; un rito che riempiva con una certa cadenza i nostri giorni: prendendosi un venerdì, un sabato sera o un pomeriggio di domenica.

Ma questa non è la prima volta che qualcosa o qualcuno ha provato ad uccidere i “cinema” di paese.

Ci sono ad esempio le tv a pagamento, le scelte dei singoli, i sempre più imponenti televisori che regnano sovrani nei nostri appartamenti, e poi le gigantesche multisala, con film diversi e proiettati ad ogni ora; per questo molte sale cinematografiche hanno dovuto spegnere per sempre i proiettori, togliere le poltrone, chiudere il botteghino.

Ma se buona parte del mondo sembra andare solo in questa direzione, c’è chi invece prova a stringere i denti e a non farsi risucchiare dai tempi che cambiano; c’è chi prova a porre un argine allo scorrere ineludibile delle cose, quasi a dire, fermiamoci un attimo, riprendiamoci luoghi, atmosfere, emozioni, sogni.

È successo così a Vico nel 2014, quando il giorno di Natale ha aperto i battenti il Cinema Paris.

Un piccolo cinema di paese nel cuore del Gargano, una pietra preziosa incastonata su un gioiello, su questo fazzoletto di terra dove nel secolo scorso erano già presenti altri due cinematografi (Cinema Razionale e Cinema Teatro Gargano della famiglia Scelsi), in cui si sono consumate storie di risate e di lacrime, di amori e di tradimenti, di cow boy e di sceriffi.

Oggi siamo qui a raccontare una storia legata alla tradizione di questo territorio garganico, parte integrante della sua anima, quella del Cinema Paris di Vico, nato sulle fondamenta dell’ex cinema Razionale, ed oggi di proprietà delle famiglie Baldassarre – Parisi, che con le chiusure dettate dall’emergenza covid19 sta affrontando un momento di forte preoccupazione.

A testimoniare questa storia, Vincenzo Baldassarre, di supporto alla sua famiglia nella gestione del cinema vichese, in particolar modo a suo zio, Mino Parisi che insieme a sua moglie Filomena Triggiani, se ne occupano quotidianamente.

Vincenzo ci parla direttamente dall’interno della sala cinematografica, tra il grande schermo e le sue poltrone rosse, immerso in un silenzio insolito, e lo fa con parole che attraversano generazioni di donne e di uomini, parole che non si fermano e che vogliono andare lontano [potete guardare sotto il filmato realizzato da Pasquale D’Apolito – Studio 28mm].

Noi siamo qui perché crediamo in questa storia, e per dire al “Paris” che vogliamo tornare presto in sala, perché vogliamo continuare a sognare e a riconoscerci negli universi possibili che solo il cinema sa offrire, oltre che ritrovare un luogo di aggregazione culturale.

Sono questi i nostri auguri di compleanno al “Paris” che il giorno di Natale compie sei anni.

Con questi auguri vogliamo celebrare la vita che continua seppur con un ritmo diverso, con l’auspicio che presto la vita si riprenda tutta la vita, dai sorrisi agli abbracci, fino ad arrivare al biglietto del botteghino, alla sala, alle poltrone, al grande schermo, alle luci che si spengono, al film che comincia, e a noi, con gli occhi persi nella storia dell’ultimo film.

Francesco A.P. Saggese

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