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Un simbolo del territorio abbandonato per troppo tempo. Dopo anni di restauri, la Torre Vergata è stata restituita alla città, in particolare ai residenti di Roma est. Nel pomeriggio del 14 luglio è stata inaugurata la porzione della torre medievale, costruita tra il XII e il XIII secolo e inglobata nel casale di Villa Gentile, edificio che ospita il Museo Archeologico Universitario del Territorio (MAUT).
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Il simbolo di Roma est
La scoperta della nuova torre, avvenuta martedì 14 luglio, è stato un momento molto emozionante. L’intervento, realizzato anche grazie ai fondi del Pnrr, ha permesso di riportare alla luce e valorizzare i resti dell’opera da cui prendono il nome sia il quartiere romano sia l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, della quale nel tempo si erano perse le tracce materiali, conservandone però la memoria nel toponimo.
Il nuovo museo
Contestualmente è stato presentato il rinnovato Museo Archeologico Universitario del Territorio, che aprirà al pubblico a partire dal prossimo settembre. Il museo ospiterà reperti provenienti dall’area e un percorso espositivo multimediale dedicato alla storia del territorio, con la torre restaurata come fulcro del racconto storico.
Edificato sui resti di una villa romana, trasformato in epoca moderna in casale rurale e inserito in un contesto caratterizzato da una significativa area verde, il museo rappresenta oggi un punto di connessione tra il tessuto universitario e l’espansione urbana del Novecento. Il progetto museale dell’Ateneo si fonda su un approccio innovativo che valorizza l’edificio non solo come contenitore, ma come parte integrante del percorso espositivo. L’allestimento è arricchito da reperti di età romana provenienti dal territorio e da apparati multimediali e interattivi, pensati per offrire un percorso di visita accessibile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze dei visitatori.
“Lo svelamento e valorizzazione della Torre Vergata s’incardina armoniosamente con quella del nostro Ateneo e dell’area che la ospita”, ha dichiarato il rettore dell’Università di Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron. “Un ulteriore tassello della costruzione di una conoscenza condivisa e costantemente finalizzata a consolidare il rapporto con le nostre radici storiche e culturali. Una università che sa sempre rinnovarsi e cogliere il meglio dal proprio patrimonio storico”.
Secondo Marco Fabbri, direttore del MAUT, “nel corso dei quasi tre anni di lavori di ristrutturazione e riallestimento del Casale di Villa Gentile, le indagini archeologiche hanno consentito di riportare alla luce i resti della Torre medievale di Tor Vergata, databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. Si tratta di una scoperta di straordinario valore che permette di recuperare le origini del nome stesso del nostro Ateneo e del quartiere”.











