Mostra sommario Nascondi sommario
La manifestazione gastronomica promossa dallo chef Gennarino Esposito cambia pelle: non più solo un appuntamento cittadino, ma un progetto che investe l’intero territorio circostante, mettendo in rete paesaggi, strutture ricettive, cucina e comunità locali. Il calendario è concentrato in pochi giorni intensi: dal 14 al 17 giugno.
Perché la trasformazione è significativa oggi: in un periodo in cui il turismo cerca esperienze autentiche e sostenibili, un format distribuito valorizza filiere corte, piccoli produttori e paesaggi meno noti, trasformando ogni tappa in occasione di ritorno economico per l’area.
Un festival che si allarga
Festival di Vico sbarca sulla penisola sorrentina
Coin Roma, sindacati in presidio il 25 maggio a San Giovanni per salvare 500 posti
La kermesse, nata a Vico Equense, si ripropone come rete di eventi diffusi — cene, degustazioni, laboratori e passeggiate gastronomiche — ospitati in luoghi diversi del comprensorio. L’idea è offrire percorsi che uniscano la qualità della cucina alla conoscenza del territorio.
Questo approccio sposta l’attenzione dal singolo appuntamento allo sviluppo territoriale: più sedi significano più strutture coinvolte, più flussi turistici distribuiti e maggiore visibilità per prodotti locali spesso marginali nei circuiti convenzionali.
Cosa aspettarsi dal 14 al 17 giugno
- Eventi serali: cene tematiche e incontri con chef e produttori.
- Esperienze diurne: visite a aziende agricole, mercati locali e percorsi enogastronomici.
- Laboratori: dimostrazioni pratiche su tecniche tradizionali e ingredienti del territorio.
- Itinerari: percorsi a piedi o in barca per scoprire paesaggi e punti di produzione.
Il programma completo è pensato per coinvolgere diverse fasce di pubblico: dagli appassionati di alta cucina ai turisti interessati a esperienze autentiche, fino alle comunità locali che partecipano attivamente all’organizzazione.
Impatto sulla comunità e sull’economia locale
Un evento che si sposta sul territorio può ridurre la concentrazione degli arrivi e prolungare la permanenza dei visitatori, con effetti positivi su ristorazione, ricettività e vendite dirette dei produttori. Inoltre, promuovere itinerari e prodotti tipici contribuisce a preservare saperi locali e tradizioni gastronomiche.
Restano però questioni pratiche da valutare: coordinamento logistico tra le sedi, gestione del traffico nei giorni di maggiore afflusso e capacità ricettiva per accogliere un flusso distribuito ma continuo.
Come seguire e partecipare
Chi è interessato può consultare il calendario ufficiale per informazioni su location, prenotazioni e costi. Poiché molte iniziative sono a posti limitati, si consiglia di riservare con anticipo per evitare di perdere le esperienze più richieste.
In un quadro più ampio, l’evoluzione di questa manifestazione è una tendenza da monitorare: rappresenta un modello replicabile per altre realtà che vogliano coniugare enogastronomia, identità territoriale e turismo sostenibile.












