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Nata da uno schizzo su una banconota da cinque sterline, la Grenadier Fieldmaster si presenta come un’auto che punta tutto sulla praticità e sulla solidità. La nostra prova su strada conferma che è sorprendentemente confortevole e capace fuori strada, ma il comportamento dello sterzo resta il suo tallone d’Achille più difficile da giustificare.
La prima impressione è chiara: qui si parla di progetto pensato per durare. L’abitacolo e la carrozzeria trasmettono sensazioni di semplicità funzionale più che di lusso; dettagli studiati per essere riparati facilmente, materiali resistenti e una posizione di guida che privilegia visibilità e controllo.
Su sterrato e fondi dissestati la Fieldmaster mostra i suoi punti di forza. L’assetto assorbe le asperità senza irrigidirsi troppo, la trazione è prevedibile e l’impostazione generale invita alla guida sicura in fuoristrada. Per chi usa il veicolo per lavoro o per escursioni, la capacità di carico e la modularità degli spazi sono vantaggi concreti.
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Comfort e abitabilità
Contrariamente alle aspettative, la Grenadier non punisce chi passa molte ore al volante. Sedili ben profilati, rumore motore contenuto e una climatizzazione efficace contribuiscono a viaggi meno faticosi. Non è un’ammiraglia, ma il compromesso tra robustezza e comodità è generalmente riuscito.
Tuttavia, la finizione è senza eccessi: rivestimenti pratici e pulsanti grandi al posto di superfici pregiate. Un approccio volutamente pragmatico, che vale come scelta progettuale più che come difetto.
Il problema principale: lo sterzo
È qui che la Fieldmaster perde punti. Lo sterzo appare pesante alle basse velocità e manca di ritorni netti quando si guida su asfalto: la precisione in curva non è allo stesso livello della sua capacità off-road. In città la direzionalità poco comunicativa complica parcheggi stretti e manovre rapide; in autostrada invece si avverte una certa imprecisione nel mantenimento della traiettoria.
Questo limite ha due conseguenze pratiche: aumenta la fatica del conducente nelle condizioni urbane e riduce il piacere di guida per chi cerca un’auto più reattiva. Per chi compra la Fieldmaster sapendo di volerla usare soprattutto fuori strada, il compromesso può essere accettabile; per chi desidera un comportamento stradale brillante, è un elemento da valutare seriamente.
- Punti di forza: robustezza, capacità off-road, comfort inatteso per il segmento, facilità di manutenzione.
- Punti deboli: sterzo impreciso, finiture pratiche ma spartane, comportamento su asfalto meno raffinato.
| Caratteristica | Osservazione |
|---|---|
| Progettazione | Orientata alla durabilità e alla riparabilità sul campo. |
| Uso ideale | Fuoristrada, lavori che richiedono robustezza, viaggi su strade difficili. |
| Limite principale | Sterzo poco comunicativo e meno preciso su asfalto. |
Nel panorama attuale, dove molti SUV cercano un equilibrio tra comfort e prestazioni stradali raffinate, la Grenadier Fieldmaster si ritaglia uno spazio preciso: chi privilegia l’affidabilità e la capacità in condizioni impegnative troverà un’alternativa concreta; chi invece cerca una guida più sportiva o raffinata dovrebbe valutare altre opzioni.
Per il lettore interessato all’acquisto, la domanda da porsi è semplice: quanto pesa la capacità off-road rispetto alla qualità della guida quotidiana? La risposta guiderà la scelta più che qualsiasi cifra o specifica tecnica.












