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Barbara De Nuntis unisce cinema e impegno civile: dall’esordio sotto la direzione di Dino Risi a cortometraggi e podcast che affrontano la violenza sulle donne. La sua attività resta di stretta attualità — con un film al cinema dal 28 maggio e un documentario in onda su Rai Cultura dal 1° giugno — e spinge a interrogarsi su come l’arte possa favorire un cambiamento culturale concreto.
Un debutto segnato dal set
Scelta da Dino Risi quando era ancora giovane, De Nuntis ricorda quell’esperienza come formativa: il lavoro sul set le ha lasciato un’impronta artistica e umana che tuttora orienta le sue scelte. Dopo gli studi di danza con Renato Greco e i primi passi in televisione, ha trovato nel teatro la dimensione che le ha permesso di approfondire il mestiere dell’attore.
Per lei la recitazione non è solo interpretazione, ma un mezzo per esplorare la fragilità umana e per comunicare temi che hanno ricadute sociali. Questa prospettiva ha guidato la sua evoluzione da interprete a autrice e ideatrice di progetti a forte valenza civile.
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Femminicidio: Barbara De Nuntis chiede una rivoluzione culturale nel suo nuovo film
Dal corto alla battaglia contro gli stereotipi
Il cortometraggio Amnesia, scritto, interpretato e prodotto insieme al regista Stefano Santerini, è al centro di questo percorso. Uscito nel 2025, il film ha raccolto riconoscimenti internazionali — tra cui premi in Asia, Medio Oriente e Stati Uniti — e indaga le dinamiche psicologiche alla base delle relazioni abusive.
La protagonista è una donna intrappolata in una relazione tossica riconducibile, secondo il progetto, a ferite affettive infantili. Per rendere autentico il racconto, De Nuntis ha lavorato con psicoterapeute che l’hanno aiutata a delineare le radici della manipolazione e i segnali premonitori da non sottovalutare.
«La prevenzione passa dall’educazione: bisogna riconoscere i campanelli d’allarme e allontanarsi», spiega l’attrice, sottolineando che la violenza non è solo fisica ma comprende anche abusi psicologici spesso ignorati.
- Amnesia (cortometraggio) — premiato nel 2025 a Tokyo, Dubai e negli Stati Uniti
- Sintonia Barbara (podcast) — vincitore del Microfono d’oro 2025, dedicato a storie femminili e alla lotta agli stereotipi
- Innamorarsi e altre pessime idee (commedia) — al cinema dal 28 maggio, con Andrea Delogu, Lino Guanciale e Fabrizio Colica
- La gravità del superfluo (documentario) — in onda su Rai Cultura dal 1° giugno
Oltre ai riconoscimenti, il lavoro di De Nuntis mette in luce una convinzione chiara: il contrasto al femminicidio richiede una rivoluzione culturale, non soltanto interventi repressivi. Il messaggio è rivolto tanto al pubblico quanto agli operatori culturali: l’arte ha il compito di informare e sensibilizzare.
Radio, podcast e linguaggi contemporanei
Con il podcast Sintonia Barbara, l’attrice prosegue la sua attività di contrasto agli stereotipi che relegano le donne a ruoli contrapposti. Il programma — premiato nel 2025 — racconta esperienze personali e collettive per valorizzare la solidarietà femminile e mostrare come il successo di una rappresenti un modello per molte altre.
Il podcast integra il lavoro sullo schermo: è un canale diretto, pensato per approfondire temi delicati con esperienze reali e competenze professionali.
Tra commedia e documentario, la sfida della regia
Accanto alla partecipazione nella commedia in uscita, De Nuntis si cimenta con il documentario “La gravità del superfluo”, che riflette sul valore degli errori e sul ruolo della caduta come forma di apprendimento. «Gli sbagli ci costruiscono», afferma, spiegando che ogni esperienza, anche negativa, contribuisce alla propria crescita.
La regia è la prossima tappa: un passo naturale per chi cerca non solo di raccontare storie, ma di orientare il discorso pubblico su temi come la libertà individuale e la responsabilità collettiva.
Per i lettori, la portata pratica è immediata: riconoscere pattern di manipolazione, promuovere l’educazione affettiva e sostenere le iniziative culturali che danno voce alle vittime sono passi concreti per prevenire la violenza.
Perché conta oggi
In un momento in cui l’attenzione sociale verso la violenza di genere resta alta, l’azione pubblica di artisti come Barbara De Nuntis diventa rilevante: i suoi progetti offrono strumenti di comprensione e spingono a trasformare la sensibilità in azione. L’arte, qui, non è fuga dal reale ma strumento per cambiarlo.












