Mogol verso i 90: kefir, un sorso di vino e acquagym, la serenità in casa è la chiave

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A pochi mesi dal compleanno numero novanta, Mogol racconta la sua formula per invecchiare bene: non è solo questione di genetica, ma di scelte quotidiane coltivate per decenni. Intervistato a La volta buona da Caterina Balivo, il maestro ha delineato abitudini concrete — dall’alimentazione all’esercizio fisico fino ai rapporti umani — che, secondo lui, spiegano la sua longevità in salute.

Un modello costruito negli anni

Da quando aveva 18 anni ha iniziato a studiare la salute e la prevenzione, una ricerca che non ha mai abbandonato. Mogol non parla di segreti miracolosi: insiste su tre pilastri costanti che guidano il suo stile di vita.

Alla base ci sono una dieta equilibrata, attività fisica regolare e la gestione serena delle relazioni personali. In più, sostiene che respirare aria pulita con una certa regolarità e coltivare l’altruismo siano aspetti spesso sottovalutati ma determinanti.

Come appare una sua giornata tipo

La routine alimentare del paroliere è selettiva ma semplice. Preferisce cibi che favoriscono le proteine e le verdure, con piccoli piaceri concessi senza eccessi.

  • Colazione: un kefir per iniziare la giornata.
  • Pranzo: piatti ricchi di proteine accompagnati da verdure.
  • Cena: minestrone e albume d’uovo, leggerezza prima di dormire.
  • Piacevole eccezione: mezzo bicchiere di vino rosso per gusto e benefici cardiovascolari.
  • Movimento: sedute di acquagym alternate a camminate lunghe.
  • Altri accorgimenti: cercare l’aria pura almeno due volte alla settimana.

Prevenzione che parte da giovani

Mogol ritiene che l’educazione alla salute debba iniziare presto: «La prevenzione dovrebbe essere insegnata già alle elementari», ha osservato, rimarcando l’importanza di un approccio informato e continuo piuttosto che di interventi sporadici.

Questa attenzione lo ha portato anche a scrivere un libro, La rinascita, dove raccoglie riflessioni e pratiche maturate in una vita tra musica, ricerca e impegno personale.

Il ruolo delle relazioni nella longevità

Più che rimedi farmacologici, per lui conta l’equilibrio tra le persone. Evitare litigi esasperati, mantenere il rispetto reciproco e scegliere il confronto anziché lo scontro sono per Mogol elementi essenziali per preservare la salute mentale e fisica.

In questo orizzonte la generosità e il perdono non sono solo valori etici: diventano strumenti pratici per ridurre stress e traumi emotivi, fattori che la ricerca scientifica collega a un più alto rischio di malattie croniche.

Perché tutto questo interessa oggi

Con l’aumento dell’aspettativa di vita, lezioni pratiche e pragmatiche come quelle di Mogol diventano rilevanti per un pubblico ampio: dalle famiglie che cercano modelli salutari agli operatori della scuola e della sanità che promuovono la prevenzione. Non si tratta di una ricetta unica, ma di indicazioni concrete replicabili nella vita quotidiana.

In un’epoca in cui circolano soluzioni rapide e spesso non verificate, la testimonianza di chi ha sperimentato abitudini per decenni offre spunti utili per chi vuole invecchiare con qualità di vita.

In sintesi: dieta misurata, movimento regolare, aria pulita, cura delle relazioni e prevenzione precoce sono i cardini che, secondo Mogol, contribuiscono a vivere più a lungo e meglio.

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