Giovani disaffezionati alla politica: Fabrizio Moro lancia l’allarme sui danni dei social

Fabrizio Moro torna al centro dell’attenzione con un nuovo singolo in radio e un concerto nella sua Roma: «Niente da perdere», in onda dal 1° maggio, anticipa il decimo album e arriva a pochi giorni dal live del 2 maggio al Palazzo dello Sport. L’artista usa questa finestra pubblica per riflettere sul rapporto tra musica, politica e le nuove generazioni, denunciando un crescente senso di disaffezione tra i giovani.

La presenza televisiva a Canzonissima ha riavviato il confronto col grande pubblico: Moro racconta di aver ritrovato libertà creativa e comfort sul palco televisivo, e di essere rimasto colpito dall’energia e dalla voce di colleghi storici. Ha anche riscoperto il valore dei maestri che lo hanno formato sul piano artistico.

Ha deciso di riproporre il brano «Pensa» perché teme che i più giovani lo conoscano solo per vie indirette e, con un nuovo arrangiamento firmato da Luigi Saccà, lo considera ancora attuale: un pezzo nato dalla rabbia e da una frustrazione profonda, che oggi può ancora parlare a chi ascolta.

Musica come impegno

Per Moro la canzone resta uno strumento di denuncia e osservazione civile. Pur riconoscendo la presenza di voci critiche nel panorama artistico — dai post di Fiorella Mannoia alle interviste di Zucchero — l’artista segnala che il messaggio si perde spesso nel caos digitale: un post può scatenare ondate d’odio e confusione.

La sua preoccupazione principale, tuttavia, riguarda l’atteggiamento dei giovani: molti, dice, appaiono disinteressati agli avvenimenti collettivi e persino a simboli condivisi come la nazionale di calcio. Un dato che, per lui, riflette il fallimento della politica nel mantenere quei punti di riferimento in cui le nuove generazioni possano riconoscersi.

I social e la responsabilità pubblica

Moro non nasconde la critica ai social: li definisce strumenti che «bruciano i cervelli» dei ragazzi, contribuendo a disorientarli. Sostiene che la politica dovrebbe concentrarsi su problemi concreti che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini, invece di alimentare ulteriormente il clima di insicurezza e rabbia.

Riguardo a Sanremo, non chiude la porta: tornerebbe se l’opinione degli addetti ai lavori lo convinca che una sua canzone possa avere spazio. Sul futuro conduttore del Festival, Stefano De Martino, nota la solidità del percorso personale dell’ex “Amici” e la sua capacità di emergere con il proprio lavoro.

Chi è la canzone «Niente da perdere»

Il brano è autobiografico e racconta la ripartenza dal punto di vista femminile, «perché le donne hanno maggiore empatia», spiega Moro. È la storia di chi, dopo aver perso tutto, trova nella mancanza di alternative la spinta per ricominciare.

Il concerto del 2 maggio a Roma sarà disegnato su misura: un set rinnovato che aprirà con il pezzo che dà il titolo all’album e chiuderà con «Pace», con un momento acustico in cui Moro sarà solo con il pubblico. Gli eventuali ospiti non verranno annunciati in anticipo, perché la presenza sarà pensata come gesto d’amicizia.

Date principali del tour

Data Città Luogo
2 maggio 2026 Roma Palazzo dello Sport
23 ottobre 2026 Padova Hall
24 ottobre 2026 Senigallia (Ancona) Mamamia
28 ottobre 2026 Milano Fabrique
31 ottobre 2026 Venaria Reale (Torino) Concordia
6 novembre 2026 Firenze Cartiere Carrara
7 novembre 2026 Bologna Estragon
12 novembre 2026 Napoli Casa della Musica
13 novembre 2026 Molfetta (Bari) Eremo Club
15 novembre 2026 Catania Land

Per chi segue la scena musicale italiana, il rilascio di «Niente da perdere» e il ritorno dal vivo di Moro sono elementi che meritano attenzione: offrono uno spunto per discutere il ruolo degli artisti nella sfera pubblica e la condizione delle nuove generazioni, oggi sempre più schiacciate tra disinformazione e overload digitale.

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