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All’uscita del Vinitaly a Verona il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha indicato l’enoturismo come un settore strategico: oggi vale circa 3 miliardi di euro e, secondo il ministro, potrebbe restare un motore di crescita anche in scenari di crisi. La rilevanza è immediata: si tratta di un segmento che sostiene imprese locali, sposta flussi turistici fuori dai centri affollati e si adatta a un turismo sempre più domestico o europeo.
Mazzi ha sottolineato il doppio valore dell’enoturismo: economico, perché favorisce la vendita diretta dalle cantine con costi di distribuzione più bassi, e sociale, perché porta visitatori in territori meno battuti, contribuendo a distribuire i benefici del turismo sul territorio.
Cosa è emerso al Vinitaly
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Nel corso della fiera il ministro ha incontrato espositori e operatori e ha definito l’ambiente «appassionato» e ricco di iniziative. Ha promesso attenzione alle esigenze delle cantine e ha valorizzato il ruolo degli organizzatori e delle istituzioni locali nel far crescere l’evento.
Tra gli aspetti più citati c’è l’importanza del passaparola generato dalle visite: secondo il ministro, le esperienze in cantina producono raccomandazioni autentiche che valgono più di molte campagne pubblicitarie.
Implicazioni pratiche
Se il modello promosso dovesse consolidarsi, le conseguenze per imprese e territori sarebbero concrete e immediate:
- Per le cantine: opportunità di incrementare margini grazie alla vendita diretta e a servizi enogastronomici aggiuntivi.
- Per i territori rurali: flussi turistici più diffusi che possono alleviare la pressione sui centri urbani.
- Per i consumatori: esperienze di viaggio più locali, spesso con costi ridotti rispetto ai grandi circuiti internazionali.
- Per la politica del turismo: necessità di incentivi e infrastrutture per sostenere l’accoglienza e la promozione locale.
Il ministro ha anche proposto di rendere permanente l’installazione della grande bottiglia esposta alla fiera, suggerendo di individuare una collocazione stabile perché diventi un simbolo riconoscibile dell’evento e del territorio.
Infine Mazzi ha ringraziato chi ha lavorato alla crescita del Vinitaly, citando il contributo organizzativo del presidente Bricolo e l’interesse del collega ministro Lollobrigida, elementi che a suo avviso hanno dato nuova energia alla manifestazione.
Per gli operatori resta ora la sfida di tradurre queste parole in misure concrete: investimenti in accoglienza, itinerari integrati e strumenti di promozione mirati potrebbero determinare quanto l’enoturismo influirà sulla ripresa e sulla sostenibilità del turismo italiano nei prossimi anni.












