Conte, nuovo libro: svela come fermò le sanzioni Ue contro l’Italia

Due libri politici escono in libreria a poche ore di distanza e promettono di alimentare il dibattito pubblico: oggi arriva il nuovo volume di Carlo Calenda, mentre domani sarà il turno di Giuseppe Conte, che presenterà il suo saggio a Roma. I due titoli offrono testimonianze dirette di figure chiave del quadro politico italiano e riportano episodi — come le trattative con Bruxelles — che continuano a influenzare l’agenda europea.

Una panoramica sulle uscite
Il libro di Carlo Calenda, intitolato «Difendere la libertà. L’ora dell’Europa», è pubblicato da Piemme e già disponibile nelle librerie. Domani esce «Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia» di Giuseppe Conte, edito da Marsilio; l’autore presenterà il volume dopodomani alle 18 alla Galleria Alberto Sordi (Piazza Colonna) a Roma insieme ad Agnese Pini (Qn-Quotidiano Nazionale) e Andrea Malaguti (La Stampa). Per gentile concessione degli autori pubblichiamo un estratto del libro di Conte.

Dalle sale di Bruxelles al rischio di sanzione
Nel racconto di Conte si torna all’autunno del 2018, quando l’esecutivo italiano si trovò sotto la minaccia concreta di una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Il pericolo non era solo economico: significava anche una forte risonanza politica e un’immediata perdita di credibilità internazionale.

Il dietro le quinte del negoziato
Conte descrive la telefonata con Jean‑Claude Juncker, inizialmente fredda e superficiale, e la successiva cena a Palazzo Berlaymont. Là, secondo la sua versione, il presidente della Commissione ribadì la necessità di rispettare le regole comuni, temendo che deroghe unilaterali potessero indebolire l’Unione. L’ex premier provò allora a spiegare il malcontento interno in Italia e il rischio di uno scontro politico.

Una battuta d’arresto e la mossa decisiva
Quando sembrava che si fosse trovata una soluzione concordata, l’accordo rischiò di saltare per una differenza di appena due miliardi nel saldo finale richiesta da Bruxelles. Di fronte all’impasse Conte racconta di aver adottato una strategia più aggressiva, richiamando l’attenzione sugli oneri che l’Italia sopportava nel quadro delle politiche comuni, in particolare riguardo alle sanzioni alla Russia. L’argomentazione, sempre secondo l’estratto, convinse i negoziatori a rivedere la loro posizione: alla fine la Commissione accolse le modifiche italiane e la procedura di infrazione non fu avviata.

Perché questo episodio conta oggi
L’episodio descritto mette in luce come funzionano, nella pratica, i negoziati tra governi nazionali e istituzioni europee: non bastano i numeri dei conti pubblici, contano anche calcoli politici, percezioni pubbliche e leve diplomatiche. Per i lettori italiani la vicenda è rilevante perché illustra i limiti e le pressioni che caratterizzano le scelte di bilancio in Europa.

Punti chiave dell’estratto

  • Contesto: autunno 2018, rischio di procedura per deficit eccessivo;
  • Rapporto con la Commissione: prima telefonata fredda, poi incontro chiarificatore;
  • Stallo finale: un divario contabile di circa due miliardi che rischiava di compromettere l’intesa;
  • La leva politica: richiamo agli oneri italiani nell’ambito delle sanzioni europee contro la Russia come argomento persuasivo;
  • Esito: modifiche alla manovra accettate dalla Commissione, nessuna procedura di infrazione.

Cosa aspettarsi nel libro
L’estratto anticipa un racconto in cui gli aspetti tecnici delle decisioni economiche si intrecciano con calcoli politici e scelte personali. Per chi segue il rapporto tra Italia e Bruxelles, il testo offre materiali utili per capire le dinamiche che possono cambiare il corso di una trattativa.

Estratto pubblicato con autorizzazione degli autori. © 2026 Marsilio Editori

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