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Operation Smile lancia Operation 100, un piano per formare 100 team chirurgici in 100 ospedali distrettuali di Paesi con sistemi sanitari fragili: l’obiettivo è rendere accessibile la chirurgia di base, a partire dalla cura delle malformazioni del volto come la labiopalatoschisi. Il progetto – accompagnato da un video con la voce dell’attore Antonio Albanese – punta a costruire capacità locali e ridurre un divario che oggi coinvolge milioni di persone.
Perché conta adesso
La carenza di personale e strutture nei Paesi a basso e medio reddito rende molte operazioni essenziali inaccessibili: senza interventi strutturali, intere generazioni rischiano di non ricevere cure che altrove sono routinarie. Operation 100 vuole trasformare interventi episodici in servizi sanitari stabili e autonomi.
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Labiopalatoschisi è una malformazione congenita del volto dovuta alla mancata chiusura del labbro superiore, dell’arcata gengivale o del palato durante la vita fetale. In Italia si registrano circa 770 nuovi casi all’anno, ma nei contesti con servizi sanitari limitati la situazione è molto più critica: la scarsa accessibilità chirurgica determina conseguenze funzionali, sociali ed economiche a lungo termine per i pazienti e le loro famiglie.
Cosa propone Operation 100
Il progetto si basa su tre pilastri principali: formazione specialistica, rafforzamento delle strutture ospedaliere e collaborazione con istituzioni locali. L’idea è semplice ma ambiziosa: invece di fornire solo interventi volanti, si crea know‑how sul posto in modo che le strutture possano operare in autonomia continuativa.
- Formazione: strutture di training per chirurghi, anestesisti e personale di supporto.
- Attrezzature: fornitura di strumenti medici e infrastrutture necessarie per interventi sicuri.
- Partenariati: collaborazione con ospedali distrettuali e autorità sanitarie per integrare i servizi nel sistema locale.
- Sostenibilità: modello orientato a lasciare capacità operative permanenti, non solo soluzioni temporanee.
Secondo i promotori, partire da 100 team locali dovrebbe garantire cure per la labiopalatoschisi e potenziare la risposta a bisogni chirurgici urgenti e di base della popolazione.
Numeri che pesano
Le stime globali parlano chiaro: in molti paesi a basso e medio reddito circa 9 persone su 10 non hanno accesso a interventi chirurgici elementari, per mancanza di strutture, operatori formati o per ostacoli economici e logistici. Coprire questo gap significherebbe eseguire ogni anno oltre 143 milioni di operazioni in più e formare più di 2,2 milioni di professionisti tra chirurghi, anestesisti e ostetrici.
Per Marcella Bianco, direttrice della Fondazione Operation Smile Italia, l’approccio è un cambio di paradigma: investire nelle competenze locali e nella capacità organizzativa degli ospedali per offrire assistenza continua e di qualità. La strategia non punta solo a eliminare le singole lesioni, ma a rendere i sistemi sanitari più autonomi nel tempo.
Antonio Albanese ha deciso di prestare la propria voce al video che accompagna la campagna, sottolineando come anche un contributo di comunicazione possa aiutare a mettere in luce storie di speranza e a ricordare l’importanza dell’accesso alle cure.
Impatto atteso (in breve)
- Miglior accesso a interventi per la labiopalatoschisi e altre patologie facciali congenite.
- Aumento delle competenze chirurgiche locali e della capacità ospedaliera continuativa.
- Riduzione delle liste d’attesa e dei viaggi per cure specialistiche lontane.
- Maggiore integrazione delle cure chirurgiche essenziali nei servizi sanitari nazionali.
Operation 100 si presenta quindi come un tentativo concreto di spostare l’ago della bilancia dall’assistenza episodica verso un modello sanitario più equo e sostenibile. Se la strategia dovesse funzionare, non solo alcuni pazienti otterranno cure decisive, ma intere comunità potranno beneficiare di servizi sanitari rafforzati nel lungo periodo.












