I Care oggi: Don Milani e l’urgenza di risvegliare la coscienza critica

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Un dibattito recente ha riportato sotto i riflettori l’eredità pedagogica di don Lorenzo Milani, mettendo al centro il rapporto fra formazione e impegno civile. L’incontro intitolato “I Care” si è svolto il 15 aprile alle 18 a Roma, nella sede storica dell’Arciconfraternita dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi, e ha visto il confronto tra i professori Alberto Melloni e Carlo Felice Casula.

Perché la discussione conta oggi

La rilettura della lezione di Milani arriva in un momento in cui le trasformazioni tecnologiche e sociali ridefiniscono il significato di scuola e cittadinanza. Mettere al centro la dimensione etica della formazione non è un esercizio nostalgico, ma una risposta concreta alla tendenza a considerare l’istruzione come mera abilità tecnica.

Durante l’incontro si è insistito sul valore della presa di consapevolezza personale e collettiva: una proposta educativa volta a forgiare cittadini e non solo professionisti. In questo quadro, il motto I Care è stato proposto non come parola d’ordine storica, ma come criterio operativo per pensare pratiche scolastiche e forme di partecipazione pubblica.

Dettagli pratici dell’appuntamento

  • Data: 15 aprile
  • Orario: 18:00
  • Luogo: Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi, Via del Mascherone 61, Roma
  • Relatori: Alberto Melloni e Carlo Felice Casula
  • Tema centrale: la responsabilità educativa e l’impegno civile ispirati a don Lorenzo Milani
  • Iniziativa: prima tappa del ciclo “Testimonianze di Fede fra Toscana e Romagna”

Il confronto non si è limitato alla figura storica, ma ha provato a tradurne le istanze nei dilemmi contemporanei: come si cura la dimensione pubblica dell’istruzione in presenza di automazione, piattaforme digitali e nuove forme di frammentazione sociale? I relatori hanno evidenziato la necessità di una formazione che favorisca il pensiero critico e la responsabilità reciproca.

Un ciclo più ampio e le sue finalità

Questo incontro inaugura un programma promosso dall’Arciconfraternita in occasione dei 450 anni dell’ente, con sei appuntamenti distribuiti tra il 2026 e il 2027. L’obiettivo dichiarato è esplorare temi come l’inclusione, il dialogo interreligioso e la responsabilità pubblica attraverso le esperienze di figure del cattolicesimo sociale.

Tra i protagonisti previsti nel corso del ciclo figurano personalità che hanno unito fede e impegno sociale: da don Giulio Facibeni a don Oreste Benzi, passando per don Leto Casini e il cardinale Achille Silvestrini. Più che una rassegna biografica, l’intento è mostrare come l’azione religiosa possa tradursi in pratiche concrete a favore dei più fragili.

Per i partecipanti, il valore dell’iniziativa sta nella capacità di offrire strumenti interpretativi utili alla politica e alle istituzioni educative: definire una scuola che non si limiti a trasmettere competenze, ma che costruisca soggetti consapevoli e responsabili.

La discussione emersa a Roma conferma che la sfida principale resta quella di tenere insieme professionalità e cittadinanza, tecnologia e cura della persona: una combinazione che influenza direttamente la qualità della convivenza civile.

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