Abusi in chiesa: al Bif&st di Bari un film con suore che mette sotto accusa il Vaticano

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Un documentario presentato al Bif&st di Bari riporta al centro del dibattito accuse di abusi sessuali e psicologici rivolte a membri del clero, raccontate da ex religiose che per anni sono rimaste in silenzio. La pellicola solleva interrogativi sulla gestione interna della Chiesa e sulla distinzione tra procedimenti penali e sanzioni canoniche.

Il film e le voci che rompono il silenzio

Nuns vs. The Vatican, diretto da Lorena Luciano, raccoglie testimonianze di donne che descrivono abusi avvenuti all’interno di comunità religiose e affidati a figure di riferimento spirituale. Le interviste mescolano ricordi personali, documenti e inquadrature delle sedi dove sarebbero avvenuti i fatti.

La regista, premiata in passato e già autrice di altri lavori su figure pubbliche italiane, ha scelto di dare spazio soprattutto a chi per anni ha taciuto: alcune testimoni appaiono in volto, altre preferiscono mantenere l’anonimato per timore di ritorsioni familiari o sociali.

Le accuse contro Marko Rupnik

Al centro delle denunce c’è un sacerdote sloveno noto anche come mosaicista, al quale negli anni sono stati affidati importanti committenti vaticani. Le testimonianze raccolte nel documentario riportano presunte pressioni fisiche e psicologiche su giovani religiose, richieste di atti sessuali e dinamiche di abuso di potere.

Secondo i racconti, molte segnalazioni non si sono tradotte in indagini penali: in diversi casi il comportamento contestato sarebbe stato gestito attraverso il diritto canonico, con la conseguente considerazione degli atti come peccati da sanzionare spiritualmente piuttosto che come reati da perseguire penalmente.

Storie personali: isolamento, paura, ricerca di giustizia

Una delle protagoniste del film, che ha deciso di parlare dopo decenni, racconta di essere entrata in comunità giovanissima e di aver vissuto isolamento dalla famiglia. Descrive momenti in cui la guida spirituale si sarebbe trasformata in abuso, con richieste e condotte che hanno segnato profondamente la sua vita.

Altre testimoni riportano episodi ancora più gravi, alcuni narrati senza mostrare il volto per paura di ritorsioni: la presenza di sangue, la difficoltà a elaborare il trauma e la sensazione che la comunità religiosa fosse allo stesso tempo luogo di protezione e di sopraffazione.

Opinioni pubbliche e interventi istituzionali

Nel documentario compaiono anche contributi di giornaliste e attiviste che seguono il caso da tempo. Viene ricordata la difficoltà di far emergere denunce da parte delle religiose, spesso escluse dalle narrazioni predominanti che in passato hanno enfatizzato altre dimensioni del fenomeno.

Il ruolo di figure pubbliche e dei media nell’evidenziare o marginalizzare le vittime è uno dei fili conduttori del film, che mette in luce come la percezione pubblica abbia influito sulle indagini e sulle eventuali sanzioni.

Anno Evento Rilevanza
1987–1994 Presenza di alcune testimoni in comunità guidate da Rupnik Periodo in cui, secondo le testimonianze, si sarebbero verificati gli abusi
2019 Papa Francesco riconosce pubblicamente il problema Primo ammettere a livello papale l’esistenza di abusi sulle suore
2020 Scomunica per abuso su una novizia (poi revocata) Provvedimento seguito da una successiva revoca legata a un pentimento formale
2021 Modifiche al codice di diritto canonico Rendono perseguibili determinate condotte fino ad allora trattate come questioni interne
2023 Espulsione dalla Compagnia di Gesù Rimozione dall’ordine religioso ma permanenza dello stato clericale
2023–2024 Proiezioni a Toronto, Ljubljana e anteprima nazionale a Bari Il documentario porta il caso all’attenzione internazionale

Cosa sottolinea il documentario

  • La difficoltà delle vittime a ottenere ascolto e protezione all’interno delle strutture ecclesiastiche.
  • La presunta tendenza a trattare gli abusi come peccato piuttosto che come reato perseguibile penalmente.
  • La presenza di meccanismi di potere che avrebbero ostacolato indagini e ricorsi esterni.
  • Il ruolo mediatico e istituzionale nel riconoscere pubblicamente il problema e nel proporre cambiamenti normativi.

Il film, firmato da Lorena Luciano con la collaborazione del produttore e direttore della fotografia, è stato già mostrato al Toronto Film Festival e a Ljubljana prima dell’anteprima italiana a Bari. La sua circolazione internazionale contribuisce a mantenere alta l’attenzione su nuove denunce emerse nel 2023 e sulle richieste di maggiore trasparenza.

Per i lettori la posta in gioco è chiara: non si tratta solo di singoli casi, ma di come le istituzioni religiose rispondono alle accuse e di quali strumenti siano a disposizione delle vittime per ottenere giustizia. Il documentario rilancia questa domanda in un momento in cui la Chiesa ha iniziato a modificare norme interne ma resta ancora molta strada da fare perché le vittime abbiano pieno accesso alla verità e alla tutela.

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