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La dodicesima stagione di “Stasera tutto è possibile” si è chiusa il 15 aprile con oltre due milioni di spettatori e uno share che ha superato il 16%: numeri che rilanciano Rai 2 e rimettono in gioco la figura del conduttore. Con Sanremo 2027 all’orizzonte e Stefano De Martino al centro delle attenzioni, la domanda pratica è semplice: chi guiderà lo show se il conduttore dovesse spostare le sue energie altrove?
Il peso dei risultati
I dati d’ascolto consegnano a Rai 2 uno dei suoi successi più solidi degli ultimi anni, una boccata d’aria rispetto alla concorrenza. Per la rete lo show è diventato un punto di riferimento serale, capace di tenere il pubblico e contrastare offerte avversarie più blasonate.
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Questa popolarità cambia le opzioni editoriali: tenere De Martino alla guida significa preservare la formula vincente, ma lasciare campo libero al Festival di Sanremo potrebbe richiedere scelte difficili e una riorganizzazione del palinsesto.
Chi può raccogliere il testimone
Il primo a parlare pubblicamente del possibile ricambio è stato Francesco Paolantoni, che ha fatto alcuni nomi indicati come papabili successori. Ha richiamato l’attenzione sulla specificità del ruolo: non è sufficiente essere noti, serve mestiere sul palco e senso dei tempi comici.
- Ciro Priello e Fabio Balsamo — voci giovani con esperienza nel varietà e nel ritmo televisivo.
- Gianluca Fru e Aurora Leone — potenziali alternative per un taglio più creativo e anarchico.
- The Jackal (gruppo) — candidabili per uno show basato su gag e dinamiche corali; richiederebbe però un adattamento al format televisivo in diretta.
- Gigi e Ross — nome di esperienza, ma forse meno flessibile rispetto alle proposte più giovani.
Paolantoni ha sottolineato che condurre uno show come questo implica disciplina nei tempi e capacità di gestire gli ospiti: qualità che non si improvvisano.
Sanremo sullo sfondo
La possibile partecipazione di De Martino all’Ariston introduce un elemento di incertezza che tocca sia la carriera personale del conduttore sia la strategia della rete. Paolantoni ha espresso chiaramente la volontà di non diventare un problema per l’amico: se la presenza di colleghi fosse funzionale a Sanremo, ben venga, altrimenti non deve essere un vincolo.
Per Rai 2 la scelta è strategica: mantenere la guida attuale significa assicurarsi continuità editoriale; cambiare significa rischiare di perdere parte del pubblico, ma può anche essere l’occasione per rinnovare il format.
Addio o pausa?
Alla chiusura della stagione De Martino ha lasciato aperta la porta: non ha definito questa edizione come l’ultima, una dichiarazione che mantiene viva la possibilità di un ritorno. In una rete alla ricerca di stabilità e audience, la decisione finale peserà sulle alleanze creative e sui piani per il 2027.
Tra scenari possibili, un dopofestival costruito intorno ai nomi del cast attuale potrebbe essere una soluzione ibrida: sfruttare la riconoscibilità del gruppo senza appesantire la scaletta ufficiale di Sanremo.
Per i telespettatori la posta in gioco è concreta: conservare la formula che ha funzionato o provare una svolta che possa rilanciare il programma su nuovi pubblici. Nei prossimi mesi la Rai dovrà bilanciare risultati d’ascolto, impegni del conduttore e opportunità editoriali, per decidere se si tratterà di un arrivederci o di un vero passaggio di consegne.












