Il Rally di Sardegna entra nel vivo con una posta in palio altissima: la corona iridata 2026 si deciderà sugli sterrati di Alghero, dopo che la prova finale in Arabia Saudita è stata cancellata per le tensioni geopolitiche nella regione. Quanto accaduto oggi nelle speciali brevi dà già indicazioni importanti sullo stato di forma dei protagonisti, ma resta tutto ancora aperto per la tre-giorni isolana.
Cosa è successo nella prima giornata

La giornata è iniziata con lo shakedown, la prova di assestamento che ha visto emergere Oliver Solberg. Poco dopo è andata in scena la tradizionale SSS1 Ittiri Arena Show, manche spettacolare di 2,21 km: Solberg ha firmato il miglior tempo, precedendo di 0,8 secondi Sébastien Ogier e di 1,1 secondi Elfyn Evans.
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I primi sei della speciale
- Oliver Solberg – 1° (miglior tempo)
- Sébastien Ogier – +0,8″
- Elfyn Evans – +1,1″
- Sami Pajari – +1,5″
- Thierry Neuville – +2,3″
- Dani Sordo – +2,4″
Questi riscontri veloci servono più che altro da indicatore di forma: su prove lunghe e insidiose la classifica può cambiare drasticamente, ma la partenza positiva di Solberg certo alza il livello di tensione a ridosso del titolo.
La classifica prima del via dell’ultima tappa
Con l’annullamento del round saudita, il titolo si assegna in Sardegna. La situazione punti arriva all’appuntamento conclusivo così definita: Elfyn Evans guida con 230 punti, seguito da Sami Pajari a 213 e da Oliver Solberg a 209. Numeri che rendono la lotta apertissima: qualsiasi errore sarà pagato a caro prezzo.
Perché conta oggi
Con soli tre piloti racchiusi in meno di 25 punti, il Rally di Sardegna non è una semplice tappa ma la prova decisiva per il titolo. I team dovranno bilanciare aggressività e prudenza: un piazzamento consistente nella tre-giorni vale più di un attacco estremo che rischia l’uscita di strada.
Programma delle speciali (in sintesi)

- Venerdì 2 ottobre – 6 prove: Tula‑Erula (18,77 km), Su Filigosu‑Lerno (17,83 km), Monti di Alà – Sa Conchedda‑Lerno (23,23 km). Le tre saranno poi ripetute nel pomeriggio.
- Sabato 3 ottobre – 6 prove: Lerno – Sa Conchedda – Monti di Alà (24,14 km), Coiluna – Loelle (24,83 km), Solorchè (12,86 km), ripetute nel pomeriggio.
- Domenica 4 ottobre – Chiusura: Osilo – Tergu (23,71 km) e Sassari – Argentiera (7,10 km), entrambe da ripetere.
Il percorso alterna tratti veloci e passaggi tecnici: la gestione pneumatici e i ritmi nelle prove più lunghe saranno elementi chiave per chi ambisce al titolo.
Prospettive pratiche
Evans parte con il vantaggio più consistente, ma non enorme. Pajari e Solberg dovranno puntare a risultati eccellenti e sperare in qualche passo falso del leader. Per i team, la strategia in assetto e la scelta dei pneumatici sulle tre giornate potranno fare la differenza sul piano dei tempi.
Il weekend in Sardegna promette dunque gara aperta fino all’ultima speciale: aggiornamenti in tempo reale e le reazioni dei protagonisti saranno determinanti per capire chi, alla fine, alzerà il trofeo mondiale.












