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Una nuova alleanza di ong italiane si presenta oggi a Bologna con l’obiettivo di rafforzare interventi su fame, clima e diritti: si chiama Terraperta ETS e unisce sei organizzazioni per operare insieme in 22 Paesi, con 80 progetti e oltre 235.000 persone raggiunte. L’unione nasce per rendere più efficaci e coordinati gli sforzi davanti a crisi ambientali e sociali sempre più frequenti.
Terraperta ETS è il frutto della fusione di sei realtà storiche della cooperazione italiana che hanno deciso di mettere in comune esperienze, relazioni e risorse. L’annuncio è stato dato in una conferenza stampa a Bologna, dove sono intervenuti rappresentanti istituzionali e personalità del mondo della solidarietà.
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Perché questa novità conta oggi
Con flussi migratori, emergenze climatiche e insicurezza alimentare in aumento, le organizzazioni che operano nei contesti più fragili stanno cercando modelli più resilienti e meno dispersivi. Creare una struttura condivisa serve a evitare sovrapposizioni, a rendere più efficiente l’uso dei fondi e a potenziare la capacità di risposta sul campo.

Alla presentazione hanno preso la parola, tra gli altri, Daniele Ara (assessore del Comune di Bologna) e Francesco Tosi, presidente di Terraperta, mentre il cardinale Matteo Maria Zuppi ha inviato un messaggio video di sostegno.
Chi sono i soci fondatori
- CEFA ETS (Bologna)
- No One Out ETS (Brescia)
- Amici dei Popoli ETS (Bologna)
- Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV (Livorno)
- Missione Calcutta APS ETS (Bergamo)
- Apurimac ETS (Roma)
Queste organizzazioni vantano decenni di interventi in Italia e all’estero e hanno scelto di unirsi per armonizzare azioni e capitalizzare competenze specifiche.
Impegni e settori d’intervento
La nuova Fondazione dichiara un orientamento chiaro: rispettare la dignità della persona e promuovere la giustizia sociale, la pace, l’inclusione e la tutela ambientale. Sul piano operativo, Terraperta prevede progetti in ambiti diversi, con priorità concrete e misurabili.

- Educazione e formazione per comunità vulnerabili
- Sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile
- Giustizia climatica e iniziative per la tutela dell’ambiente
- Sostegno per i diritti umani e promozione del lavoro dignitoso
- Interventi d’emergenza e programmi di cittadinanza globale
Secondo il presidente Tosi, mettere insieme capacità e risorse permette non solo di aumentare la portata degli interventi ma anche di valorizzare le competenze specifiche di ciascun partner, evitando duplicazioni inefficaci.
La scelta organizzativa punta quindi a una maggiore sostenibilità operativa: meno dispersione di fondi, procedure più snelle e una presenza più coerente nei territori dove già esistono rapporti consolidati.
Appuntamenti pubblici in autunno
Terraperta sarà visibile anche in Italia con due iniziative pubbliche pensate per sensibilizzare su alimentazione e ambiente:
- 17 ottobre, Bologna – evento legato alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione intitolato “Riempi il Piatto Vuoto”
- 28 novembre, Modena – iniziativa “Riempi il mondo di verde” sulle strategie di tutela ambientale e crisi climatica
Questi appuntamenti serviranno anche a presentare al grande pubblico progetti e modalità operative della Fondazione, oltre che a creare occasioni di dialogo con istituzioni e comunità locali.
Quali sono le incognite
La fusione non elimina automaticamente tutte le difficoltà: restano da chiarire governance concreta, fonti di finanziamento a medio termine e modalità di coordinamento fra uffici e team operativi. Il passaggio da sei enti indipendenti a una governance comune richiede tempo e scelte delicate.
Tuttavia, gli analisti del settore vedono nella scelta una risposta pragmatica a un problema noto: la sovrapposizione di interventi nel mondo della cooperazione spesso riduce l’efficacia complessiva delle risorse disponibili.
Se la strategia di consolidamento funzionerà, Terraperta potrà diventare un modello replicabile per altre realtà associative che cercano di rispondere in modo più sistemico alle sfide globali.











