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Marta Kostyuk ha conquistato la semifinale di Wimbledon dopo aver eliminato Jasmine Paolini nei quarti e oggi pomeriggio affronta Linda Noskova. La giovane ucraina ha raccontato in campo di come una visita al Centre Court il giorno precedente l’abbia aiutata ad affrontare la partita con maggiore calma e consapevolezza.
Una visita che ha cambiato l’approccio
Prima del match, il coach di Kostyuk l’ha portata a ripercorrere i corridoi e ad osservare il campo, per farle prendere confidenza con un ambiente che aveva sempre sognato. In conferenza in campo ha spiegato che quell’esperienza le ha permesso di gestire meglio l’emozione di giocare su uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis.
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La tappa non era del tutto inedita: nove anni prima la giovane tennista era stata spettatrice al Centre Court, per assistere a una partita di Roger Federer. Ora, da giocatrice, ha preso consapevolezza di cosa significhi trovarsi lì in prima persona, dedicando qualche minuto a «assaporare» il momento prima di scendere in campo.
Prestazione e conseguenze sportive
La preparazione emotiva ha avuto una ricaduta concreta sull’esito: Kostyuk ha giocato un incontro solido, confermando il suo livello nei tornei del Grande Slam e centrando la seconda semifinale consecutiva in uno Slam.
- Avversaria battuta: Jasmine Paolini (quarti di finale)
- Prossimo impegno: semifinale contro Linda Noskova, oggi pomeriggio
- Momento storico: seconda semifinale consecutiva in uno Slam per Kostyuk
- Elementi chiave: preparazione mentale grazie alla visita del Centre Court; esperienza da spettatrice nove anni fa
Per il pubblico, la vittoria conferma la crescita di una giocatrice capace ormai di esprimersi ai livelli più alti del circuito. Per Kostyuk stessa, il passaggio da spettatrice a protagonista sullo stesso palcoscenico è una testimonianza del percorso personale e sportivo che sta compiendo.
In chiusura, la giocatrice ha sorriso ribadendo il piacere di godersi il presente dopo il successo, pur consapevole dell’importanza di quanto sta costruendo nella sua carriera: una combinazione di controllo emotivo e rendimento tecnico che l’ha portata fin qui e che determinerà il prossimo passo a Wimbledon.












