Sayf racconta il dolore per l’amico scomparso: ora sogna una famiglia

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Adam Viacava, noto come Sayf, è tra le voci più originali del cantautorato urbano italiano: il suo primo album, Santissimo, pubblicato a maggio, mescola radici italo‑tunisine e riflessioni intime, ora al centro di un tour che culmina nel Santissima Fest del 18 luglio all’Arena del Mare di Genova — evento già esaurito. L’ultimo lavoro e le scelte pubbliche dell’artista spiegano perché la sua musica sta attirando attenzione: parla di identità, perdita e giustizia sociale con uno stile personale e riconoscibile.

Radici tra mare e quartieri

Genovese di nascita ma cresciuto a Santa Margherita Ligure, Sayf restituisce nei testi l’immagine di un’infanzia fatta di estati e amicizie semplici. Quel paesaggio, dice, continua a essere un punto di riferimento emotivo più che un luogo da rimpiangere; le visite a Genova dalle zie gli hanno invece allargato gli orizzonti.

Le difficoltà più nette sono arrivate durante le medie, quando ha misurato per la prima volta la pressione dei coetanei. Al liceo ha trovato nuove relazioni che gli hanno permesso di uscire dalla timidezza: sono proprio quei legami che, sostiene, lo hanno aiutato a scoprire la propria voce.

Fin da ragazzo ha sentito il bisogno di intervenire di fronte alle ingiustizie: un impulso che oggi riaffiora nella scrittura. Non pretende soluzioni universali — il suo intento è piuttosto segnalare problemi e offrire uno sguardo critico. In questo senso rivendica valori come equità e giustizia sociale senza chiedere agli altri artisti di adottare la sua stessa linea.

La perdita che segna

Tra i passaggi più intensi dell’intervista emerge il lutto per un amico d’infanzia, morto intorno ai vent’anni: un vuoto che Sayf ammette di portare con sé ogni giorno. La domanda ricorrente, spiega, è «che persona sarebbe diventata?», un pensiero che pesa ora che anche lui e i suoi amici affrontano l’età adulta.

Quel dolore non è solo memoria privata: permea atmosfere e parole del disco, restituendo un sentimento di sospensione temporale, come se il passato rimanesse in qualche modo fermo, cristallizzato.

Tra due culture e un rapporto che cambia

I temi familiari tornano spesso nei brani: la separazione tra i genitori e i periodi di distanza dal padre sono raccontati senza drammi esagerati ma con sincerità, nell’ottica di una narrazione che punta alla verità dei dettagli. Sayf sottolinea che, pur assente per un periodo, il padre è sempre stato reperibile quando ce n’era bisogno; la madre, al contrario, pur lavorando molto, è rimasta una presenza costante.

La convivenza di elementi italiani e tunisini nella sua storia viene descritta come un processo in evoluzione, qualcosa che si è definito lentamente insieme a lui. Anche il rapporto con i genitori si è trasformato: oggi avverte un progressivo capovolgimento dei ruoli e un senso più marcato di responsabilità.

  • Album: Santissimo — pubblicato a maggio.
  • Temi principali: identità italo‑tunisia, perdita, giustizia sociale, famiglia.
  • Eventi: Santissimo Tour e Santissima Fest — 18 luglio, Arena del Mare (Genova), sold out.
  • Luogo d’origine: Santa Margherita Ligure, con frequenti riferimenti a Genova.

Amore e progetti personali

In campo sentimentale Sayf racconta un percorso di idealizzazioni giovanili e di relazioni reali: ricorda una convivenza avviata intorno ai vent’anni e una relazione attuale iniziata da pochi mesi. Osserva come la rete renda più difficile godersi il presente e le piccole felicità, ma non nasconde il sogno più semplice e diretto per il futuro: costruire una famiglia.

Con un linguaggio che evita i toni del predicatore e preferisce lo sguardo dell’artista, Sayf si conferma una voce che mette insieme memorie personali e questioni collettive. Per il pubblico e per chi segue la scena urbana italiana, la sua crescita artistica e la tempistica del tour — che culmina oggi con un evento sold out — rappresentano un segnale della rilevanza crescente di un cantautorato attento alle radici e alle contraddizioni del presente.

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