A Roma arriva una camera vuota che racconta un crimine di portata sistemica: la ricostruzione in scala reale di una stanza infantile porta sotto gli occhi del pubblico l’esodo forzato e le deportazioni di minori dall’Ucraina. L’installazione, visitabile fino al 3 luglio 2026, mette in scena l’assenza come prova visibile e sollecita una risposta politica immediata.
La stanza ricostruita rappresenta un bambino immaginario, chiamato Artem, il cui vuoto è invece tratto da storie vere. Gli autori del progetto spiegano che il personaggio è una sintesi nata da testimonianze accertate di minori sottratti dalle zone occupate dall’inizio dell’invasione russa del 2022.
Entrare nella cellula domestica è un’esperienza intenzionalmente asciutta: non ci sono pannelli didascalici a guidare il visitatore, ma dettagli quotidiani — i giocattoli, i libri, i poster — che funzionano da indicatori concreti dell’identità smarrita. Un sottofondo sonoro impercettibile accentua la presenza dell’assenza, lasciando allo spettatore il compito di elaborare il significato.
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Il progetto, nato come serie fotografica di Phil Buehler a New York, è stato trasformato in installazione dagli artisti di Bird of Light Ukraine, Zhanna Galeyeva e Isaac Yeung. Dopo tappe a Lussemburgo e Bruxelles, la mostra è approdata a Roma grazie al sostegno della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, e proseguirà la tournée europea per tutta l’estate 2026.
Secondo le autorità ucraine citate dagli organizzatori — in particolare il commissario per i diritti umani Dmytro Lubinets — le denunce ufficiali parlano di oltre 20.000 bambini deportati o trasferiti verso la Russia e le aree sotto controllo russo, con centinaia di strutture coinvolte nella loro detenzione o ricollocazione. Esperti e testimoni temono che il numero reale possa essere superiore a quello registrato.
Per gli autori e per chi ha promosso la mostra, l’opera non è solo memoria: è un input politico. La rappresentazione intende porre pressione sulle istituzioni europee affinché passino dalle parole a misure concrete volte a identificare, restituire e proteggere i minori interessati.
- Titolo: Empty Beds (Letti vuoti)
- Autori: Zhanna Galeyeva e Isaac Yeung (Bird of Light Ukraine); progetto fotografico originale di Phil Buehler
- Dove: Europa Experience – David Sassoli, Piazza Venezia 6, Roma
- Quando: visitabile fino a venerdì 3 luglio 2026, ore 10:00–19:00
- Accesso: ingresso gratuito; struttura accessibile a persone con mobilità ridotta
- Contesto: esposizione già presentata a Lussemburgo e Bruxelles; parte di una tournée estiva
La mostra ha raccolto sul posto reazioni di autorità e attivisti: varie figure della società civile e istituzionali hanno parlato della necessità di accelerare le pratiche di identificazione e rimpatrio dei minori, avvertendo che l’inerzia rischia di trasformare i sequestri in una perdita irreversibile di radici e identità.
Chi visita si confronta con un problema che resta attuale: la dimensione umana delle deportazioni è difficile da riassumere con numeri, ma l’installazione trasforma statistiche e rapporti in immagini e spazi quotidiani riconoscibili, rendendo tangibile ciò che normalmente rimane su carta.
Per i cittadini e i responsabili politici la domanda è obbligata: quali azioni concrete seguono alla denuncia pubblica? L’opera vuole tenere aperto questo interrogativo, sollecitando controlli internazionali più stringenti, programmi di identificazione dei minori e meccanismi di sostegno per le famiglie coinvolte.
La mostra rimane a ingresso libero fino al 3 luglio: un’opportunità per vedere con i propri occhi una forma di violenza che continua a ripercuotersi sulle generazioni più giovani e chiedere conto alle istituzioni.











