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- Distribuzione geografica e concentrazione
- Sicurezza sul lavoro: il quadro delle denunce
- Dati complessivi e mortalità
- Regioni con la maggiore incidenza di infortuni
- Retribuzioni: persiste il gap di genere
- Infortuni fra gli studenti: il 2025
- La proposta dell’UNICEF: un DVR giovanile
- Cosa cambia per i lettori e per le istituzioni
Il lavoro tra i minorenni in Italia è tornato a crescere con forza dopo la flessione della pandemia, con conseguenze evidenti sulla sicurezza e sulle scuole: i numeri più recenti indicano non solo un aumento degli occupati under 19, ma anche una ripresa delle denunce di infortunio. Per chi vive vicino all’età scolastica o gestisce politiche giovanili, la novità più rilevante è la proposta dell’UNICEF di un modello di valutazione del rischio pensato appositamente per i lavoratori minorenni.
I dati INPS mostrano un incremento marcato nella fascia 15-17 anni: i lavoratori sono passati da circa 35.500 nel 2020 a oltre 81.500 nel 2025. Estendendo l’analisi fino ai 19 anni, gli occupati sono saliti da circa 310.400 nel 2021 a 427.072 nel 2024 (+37,6%). Questi salti spiegano perché il tema sia oggi al centro del dibattito sulla tutela e sulla prevenzione.
Distribuzione geografica e concentrazione
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La presenza di giovani lavoratori non è uniforme: in termini assoluti prevalgono alcune regioni del Nord e del Centro. In cima alla classifica per numero di occupati under 19 si collocano:
- Lombardia: 60.501
- Veneto: 39.138
- Emilia‑Romagna: 34.202
- Lazio: 29.651
- Puglia: 25.625
Se però si considera l’incidenza relativa rispetto alla popolazione di riferimento, i valori più alti emergono in Trentino‑Alto Adige (22,54%) e Valle d’Aosta (17,46%), mentre regioni come Abruzzo (8,19%), Marche (7,12%), Puglia (6,35%) e Molise (6,08%) presentano percentuali più contenute.
Sicurezza sul lavoro: il quadro delle denunce
Il capitolo sulla sicurezza è tra i più critici del rapporto. Le denunce di infortunio tra i 15 e i 17 anni sono ripartite dopo il crollo del 2020 (5.815 casi), raggiungendo 18.820 segnalazioni nel 2023 e 18.617 nel 2024. Sul versante dei decessi, i dati Open Data INAIL registrano 7 vittime nel 2024 e 18 nel quinquennio 2020‑2024 tra i 15‑17enni.
Un indicatore utile per interpretare il fenomeno è il tasso di denuncia rispetto al numero di lavoratori 15‑17 anni: questo rapporto è passato dal 16,38% del 2020 al 22,79% nel 2024 (era 43,24% nel 2019). Secondo il rapporto UNICEF, l’aumento non corrisponde automaticamente a una peggior sicurezza: può riflettere il ritorno alle normali condizioni di esposizione post‑pandemia, una maggiore adesione agli obblighi di denuncia e una normativa in evoluzione verso standard di tutela più alti.
Dati complessivi e mortalità
A livello nazionale, tra il 2020 e il 2024 INAIL ha raccolto 330.890 denunce per lavoratori fino a 19 anni, sostanzialmente in linea con il quinquennio precedente (330.864). La ripartizione evidenzia:
- 205.804 denunce per minori entro i 14 anni (+0,7% rispetto al quinquennio precedente)
- 125.086 denunce per la fascia 15‑19 anni (‑1,1%)
Le denunce con esito mortale sono state 92 nel periodo considerato: 14 nella fascia under 14 e 78 tra i 15 e i 19 anni. Le inchieste concluse con una Decisione Istruttoria positiva, quindi confermate al netto di esclusioni e carenze documentali, sono 51 (3 under 15 e 48 nella fascia 15‑19).
Regioni con la maggiore incidenza di infortuni
Nel quinquennio 2020‑2024 le regioni che raccolgono la quota più alta di denunce per i 15‑17 anni sono cinque e insieme rappresentano oltre il 60% del totale nazionale:
- Lombardia: 21,27%
- Veneto: 12,10%
- Emilia‑Romagna: 10,94%
- Piemonte: 9,11%
- Trentino‑Alto Adige: 7,12%
Per la fascia fino a 19 anni la distribuzione cambia lievemente, con Toscana che entra nella top‑5 e valori complessivi analoghi. Il rapporto avverte però che queste concentrazioni possono dipendere anche da una maggiore capacità di monitoraggio e segnalazione in alcune regioni, non solo da un rischio intrinsecamente più elevato.
Retribuzioni: persiste il gap di genere
Il documento dedica spazio alle retribuzioni dei giovani lavoratori. Per i ragazzi la media settimanale è aumentata progressivamente, passando da 300€ nel 2019 a 335€ nel 2024, con un’accelerazione nel 2021 (+4,6%). Le ragazze hanno vissuto un andamento più irregolare: dopo una flessione nel 2019 la retribuzione media è risalita fino a 267€ nel 2024, grazie anche a un picco del +10,3% nel 2021.
Nel confronto percentuale la crescita aggregata delle donne (+12,2%) ha leggermente superato quella degli uomini (+11,7%), ma questo non ha eliminato il divario: in valore assoluto i salari maschili rimangono sistematicamente superiori.
Infortuni fra gli studenti: il 2025
Nel 2025 si è osservato un aumento complessivo delle denunce legate all’ambito scolastico: le segnalazioni totali sono state 80.871 (+3,84% rispetto alle 77.883 del 2024), di cui 78.690 riferite ad attività svolte a scuola (+3,71%). Sul fronte dei casi mortali, i decessi tra gli studenti sono scesi a 8 nel 2025 (6 in ambito scolastico e 2 in itinere), rispetto ai 13 del 2024.
La proposta dell’UNICEF: un DVR giovanile
Per rispondere alle criticità emerse, UNICEF Italia propone un modello di Documento di Valutazione del Rischio pensato per il lavoro minorile. Non è al momento richiesto dal quadro normativo, ma l’osservatorio dell’organizzazione ritiene che possa colmare un vuoto operativo significativo.
L’idea centrale è introdurre un metodo di valutazione del rischio calibrato sui minori, che integri non solo rischi fisici ma anche aspetti psico‑sociali relativi al minore e al contesto lavorativo, e che si riferisca ai principali standard normativi di tutela.
Cosa cambia per i lettori e per le istituzioni
Per le famiglie, le scuole e i datori di lavoro questi dati segnano la necessità di un ripensamento pratico: più attenzione alla formazione alla sicurezza, procedure di segnalazione efficaci e controlli mirati nelle aree con maggiore concentrazione di giovani occupati. Per le istituzioni la proposta UNICEF mette al centro la prevenzione specifica per i minori, con possibili ricadute su normativa e prassi aziendali.
In sintesi, i punti chiave emersi dal 4° Rapporto UNICEF e dalle basi dati incrociate sono:
- Incremento rilevante degli occupati 15‑17 anni tra 2020 e 2025;
- Ripresa delle denunce di infortunio, con picchi post‑pandemia e casi mortali ancora presenti;
- Una forte concentrazione geografica del fenomeno, che richiede interventi mirati;
- Persistente divario retributivo tra ragazzi e ragazze nonostante progressi percentuali;
- Proposta concreta: un DVR specifico per minorenni che includa la valutazione psico‑sociale.
I dati del rapporto si basano sull’elaborazione congiunta di tre banche dati pubbliche nazionali — ISTAT, INPS e INAIL — e sull’analisi realizzata dal Laboratorio di Sanità Pubblica del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Salerno.












