Un nuovo rapporto di Oxfam documenta un’accelerazione drammatica della violenza in Cisgiordania: negli ultimi tre anni le vittime civili superano il totale registrato nei 17 anni precedenti. La notizia è rilevante oggi perché colpisce milioni di persone sul piano umano e logistico, con ripercussioni immediate su accesso ai servizi, sicurezza e aiuti umanitari.
Secondo l’analisi dell’organizzazione, la sommatoria delle uccisioni di civili da parte dell’esercito israeliano e dei coloni nella Cisgiordania occupata ha conosciuto un’impennata recente, con un alto numero di minori tra le vittime. Le cifre indicano anche uno spostamento forzato di comunità e una crescente infrastrutturazione di ostacoli che limitano la mobilità quotidiana.
I dati principali nel rapporto mettono in luce numeri che spiegano perché la questione sia tornata al centro del dibattito internazionale.
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- Vittime totali: oltre 1.200 civili uccisi negli ultimi tre anni, con quasi 270 minori tra le vittime.
- Sfollati: più di 46.000 persone costrette a lasciare le proprie case.
- Restrizioni alla mobilità: oltre 925 barriere erette che ostacolano gli spostamenti di circa 3 milioni di palestinesi.
- Attacchi recenti: più di 540 aggressioni documentate nei primi mesi del 2026.
- Infrastrutture idriche danneggiate: oltre 60 impianti e reti compromesse, con l’acqua irraggiungibile per circa 32 comunità.
Le Nazioni Unite, citate nel rapporto, evidenziano uno schema di sfollamenti forzati su larga scala e un’accresciuta difficoltà di accesso a servizi essenziali per le popolazioni locali. Questi ostacoli non incidono solo sulla mobilità, ma compromettono anche assistenza sanitaria, istruzione e agricoltura.
Oxfam mette in rilievo come la combinazione di incidenti violenti, posti di blocco e chiusure di aree determini una frammentazione del territorio che rende sempre più difficile la vita quotidiana delle comunità palestinesi. Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam per le crisi umanitarie, ha dichiarato che l’escalation appare «sempre più sistematica» e che l’assenza di responsabilità sta alimentando una situazione che rischia di portare a conseguenze demografiche e sociali durature.
Le conseguenze concrete sono immediate: famiglie senza riparo, ridotto accesso all’acqua potabile, interruzioni nelle attività agricole e maggiori ostacoli per le organizzazioni umanitarie che cercano di raggiungere le persone colpite. A breve termine, tutto ciò aumenta la vulnerabilità sanitaria e alimentare di migliaia di persone.
Per chi segue l’evoluzione della crisi, alcuni punti chiave da monitorare nelle prossime settimane sono la frequenza degli attacchi da parte dei coloni, l’andamento degli sfollamenti e la risposta delle istituzioni internazionali alle accuse di abusi e alla richiesta di protezione per i civili.
La situazione rimane fluida e la pressione sulle organizzazioni che forniscono aiuti sta crescendo: le cifre del rapporto di Oxfam offrono un quadro nitido del fenomeno e sottolineano la necessità di interventi mirati per limitare l’impatto umanitario sulla popolazione civile.












