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Il Sole ha ripreso una fase di vivace attività: tre grandi espulsioni di massa coronale originate dalla macchia solare 4455 potrebbero raggiungere la Terra fra il 4 e il 5 giugno. La rilevanza è immediata: se l’impatto confermato dovesse essere forte, potrebbero verificarsi disturbi alle reti e ai servizi di navigazione, oltre a spettacolari aurore in zone più meridionali del solito.
Previsioni e finestra temporale
Le osservazioni più recenti, raccolte dai centri di monitoraggio della meteorologia spaziale, indicano la possibilità di una tempesta geomagnetica G3, con una probabilità non nulla che l’evento raggiunga il livello G4 se le condizioni del campo magnetico lo favoriranno. Il periodo di massima attenzione è fissato nelle ore tra il 4 e il 5 giugno, quando le nubi di plasma potrebbero interagire con la magnetosfera terrestre.
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Una tempesta geomagnetica si verifica quando il materiale solare carico di particelle e campi magnetici colpisce la protezione magnetica del pianeta, provocando variazioni temporanee del campo che tutela la Terra dai flussi solari. Pur non costituendo un rischio diretto per la maggior parte della popolazione, questi fenomeni possono avere ricadute operative importanti.
Una nube più veloce che “inghiotte” le altre
Tra le tre espulsioni gli esperti hanno individuato una componente particolarmente rapida che potrebbe raggiungere e inglobare le due più lente lungo il tragitto. Il fenomeno — definito comunemente come CME cannibale — amplifica l’energia complessiva della massa coronale e aumenta il potenziale di impatto al momento dell’arrivo.
Dinamicità di questo tipo ha già contribuito, in passato recente, a generare tempeste geomagnetiche di forte intensità; per questo motivo i satelliti e le stazioni di monitoraggio tengono sotto stretto controllo traiettorie e velocità dei flussi.
Impatto previsto: cosa può succedere
Gli effetti variano con l’intensità dell’evento e con la configurazione del campo magnetico al momento dell’impatto. In termini pratici, le conseguenze più probabili includono:
- Anomalie nei sistemi di navigazione e possibili errori temporanei nei segnali GPS;
- Problemi di orientamento e di controllo per alcuni satelliti in orbita, con necessità di correzioni di assetto;
- Interferenze nelle comunicazioni radio ad alta frequenza (HF), utili in aeronautica e in operazioni marittime;
- Fluttuazioni nelle reti elettriche e, in casi estremi, sovraccarichi temporanei degli impianti;
- Aumento dell’esposizione a radiazioni per voli polari e operatori in alta quota.
Accanto agli aspetti critici, non mancherà il risvolto spettacolare: le particelle solari possono innescare aurore molto più estese del consueto, con possibilità di avvistamenti anche a latitudini medie in Europa.
Probabilità di avvistare aurore dall’Italia e contesto più ampio
Per quanto riguarda l’Italia le chance di vedere un’aurora boreale restano moderate o basse nella maggior parte delle regioni, ma non va esclusa completamente l’eventualità in caso di impatto particolarmente forte. In ogni caso, eventi come questo confermano che l’attuale ciclo solare sta mantenendo livelli di attività elevati rispetto ai mesi precedenti.
Per aggiornamenti affidabili vale la pena seguire i bollettini dei centri ufficiali (come i servizi meteorologici spaziali internazionali e le agenzie spaziali nazionali), che forniranno dettagli più precisi sulla direzione delle CME, l’intensità attesa e le possibili finestre di impatto.
La situazione rimane in rapida evoluzione: nelle prossime ore i dati osservativi chiariranno se la combinazione delle tre espulsioni darà luogo a una tempesta significativa o se l’effetto sarà più attenuato del previsto.












