Nei primi sei mesi del 2026 le denunce di infortunio sul lavoro trasmesse all’Inail hanno segnato un incremento, mentre i casi mortali continuano a diminuire: un dato che cambia il quadro del rischio sul lavoro e solleva interrogativi su prevenzione, controlli e costi sociali. È un segnale che riguarda aziende, lavoratori e responsabili delle politiche di sicurezza sul territorio.
I rapporti ufficiali dell’ente evidenziano un aumento complessivo degli incidenti non mortali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma una flessione nei decessi denunciati. Questo doppio andamento impone una lettura attenta: più segnalazioni non sempre corrispondono a una maggiore gravità, ma indicano comunque una pressione crescente sul sistema di tutela dei lavoratori.
Dati chiave del primo semestre 2026
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- Denunce di infortunio: 213.985 casi (esclusi studenti), in crescita del 4,7% rispetto alle 204.364 del 2025.
- Variazioni rispetto agli anni precedenti: +4,1% sul 2024 e +1,8% sul 2023.
- Infortuni mortali denunciati: 342, con 15 casi in meno rispetto al 2025 (357); -16 rispetto al 2024, -1 rispetto al 2023.
- Denunce di malattia professionale: 59.480 casi, pari a 8.494 in più rispetto al 2025 (+16,7%).
Dal punto di vista settoriale, l’aumento delle denunce non è omogeneo: alcuni comparti mostrano incrementi più marcati. Ecco i settori con la maggiore crescita percentuale rispetto al primo semestre dell’anno precedente:
- Sanità e assistenza sociale: +5,3%
- Trasporto e magazzinaggio: +4,8%
- Commercio: +3,8%
- Servizi di supporto alle imprese: +2,8%
- Servizi di alloggio e ristorazione: +2,7%
- Costruzioni: +2,6%
- Manifatturiero: +1,6%
Il dato sulle malattie professionali merita attenzione: una crescita a doppia cifra indica sia un possibile aumento dell’esposizione a rischi lavorativi sia un maggiore riconoscimento e denuncia di patologie correlate all’attività lavorativa. Entrambi i fenomeni hanno impatti sulla spesa sanitaria, sulle tutele previdenziali e sull’organizzazione del lavoro.
Perché questi numeri contano ora: l’aumento complessivo delle denunce può tradursi in maggiori oneri per le imprese e in una pressione amministrativa più forte su Inail e sulle autorità di controllo. Inoltre, il confronto settoriale aiuta a individuare priorità per interventi mirati di prevenzione e formazione professionale.
Le rilevazioni pubblicate dall’Inail offrono la base per azioni concrete, ma non forniscono una spiegazione unica delle tendenze. Occorrerà monitorare i prossimi trimestri per capire se si tratta di fluttuazioni temporanee, di un miglioramento nelle pratiche di denuncia o di un cambiamento strutturale nei rischi sul lavoro.
Per i lavoratori e i datori di lavoro il messaggio è chiaro: mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, seguire le norme di sicurezza e sfruttare le risorse disponibili per la formazione. Per le istituzioni, il dato impone di consolidare controlli e politiche di tutela che rispondano ai comparti più colpiti.












