Minori in Congo e Burundi: arriva programma per tutela e autosufficienza

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Ai.Bi. Amici dei Bambini ha avviato un nuovo intervento in tre Paesi dell’Africa centrale per contrastare l’abbandono e favorire il ritorno dei minori in famiglie protettive: un’azione che arriva in un momento di aumentata vulnerabilità per bambini e adolescenti colpiti da povertà e conflitti. Il progetto, sostenuto dalla CAI, mira a rafforzare i sistemi locali di tutela e a offrire percorsi concreti di cura e autonomia a oltre 5.000 persone coinvolte.

Roma — L’organizzazione non governativa ha presentato il programma intitolato “Dalla strada alla famiglia”, finanziato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali e realizzato in collaborazione con partner locali e internazionali. Si tratta del secondo progetto di cooperazione lanciato da Ai.Bi. nel 2026 con il contributo della CAI, insieme a un’iniziativa parallela prevista in Ghana.

Dove interviene e quale è il contesto

Le attività prenderanno il via in diversi centri urbani e rurali della Repubblica Democratica del Congo, della Repubblica del Congo e del Burundi. Nello specifico, le città interessate sono Goma e Kinshasa (RDC), Brazzaville e Kingoué (Repubblica del Congo) e Bujumbura (Burundi).

Gli interventi nascono in risposta a un quadro segnato da fragilità economiche diffuse, tensioni armate e limitate capacità delle istituzioni di proteggere l’infanzia. L’obiettivo dichiarato è promuovere il diritto dei minori a crescere in un contesto familiare sicuro, ampliando le risposte nei settori della salute, dell’educazione e del sostegno alle famiglie.

Cosa prevede il progetto

Il piano operativo combina attività di prevenzione, intervento diretto e rafforzamento istituzionale. Tra le misure chiave sono previste azioni per favorire il reinserimento familiare e per promuovere soluzioni alternative all’istituzionalizzazione.

  • Campagne di sensibilizzazione comunitaria sul valore della famiglia come ambiente di crescita;
  • Percorsi di reinserimento familiare e promozione di politiche di adozione e affido responsabili;
  • Supporto alla regolarizzazione giuridica dei minori e programmi di sostegno economico alle famiglie tramite attività generatrici di reddito;
  • Assistenza sanitaria, nutrizionale, educativa e psico‑sociale per i minori ospitati nei centri partner;
  • Accoglienza e presa in carico di oltre 100 bambini nei centri FED e SODAS di Goma, e percorsi di autonomia per circa 20 care leavers (giovani usciti dai servizi di accoglienza).

Queste azioni sono accompagnate da interventi mirati rivolti alle autorità locali e al personale dei servizi sociali, per migliorare pratiche e procedure di tutela.

Iniziative speciali per salute, formazione e comunicazione

A Kinshasa è prevista la sperimentazione di un modello di sanità scolastica che includerà lo screening per l’anemia falciforme e servizi di assistenza socio‑sanitaria integrata per studenti e famiglie. L’intento è intercettare bisogni clinici spesso trascurati e facilitare percorsi di cura tempestivi.

Nel Congo-Brazzaville il progetto promuoverà sessioni di formazione per funzionari pubblici sul tema dell’adozione e lancerà una campagna di comunicazione multilingue rivolta alle comunità. In un’area rurale, il villaggio di Makana ospiterà invece un programma di alfabetizzazione e di formazione professionale dedicato a giovani donne vulnerabili che hanno subito l’impatto del conflitto.

Chi beneficia e quali effetti attesi

I destinatari diretti sono stimati in più di 5.000 persone: bambini attualmente istituzionalizzati, genitori e caregiver, operatori dei centri, funzionari pubblici e membri della comunità. Sul breve termine si prevede un miglioramento dell’accesso a servizi essenziali; sul medio termine l’obiettivo è ridurre il ricorso all’istituzionalizzazione e consolidare risposte sostenibili sul territorio.

Il progetto rappresenta anche un investimento nella capacità degli attori locali: migliorare competenze e procedure può tradursi in politiche più efficaci per la protezione dell’infanzia anche oltre la durata dell’intervento.

Ai.Bi. ricorda che questo programma si aggiunge all’altro progetto co‑finanziato dalla CAI in programma in Ghana dal 1° maggio 2026 al 30 ottobre 2027, confermando la strategia dell’ong a favore di percorsi di famiglia e autonomia per i minori in contesti fragili.

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