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Michele Mari ha vinto il Premio Strega Giovani con I convitati di pietra (Einaudi), scelto da una giuria composta da studenti tra i 16 e i 18 anni. La decisione dei giovani lettori rilancia un dibattito che interessa ora sia la classifica estiva sia la corsa allo Strega principale.
La giuria riuniva ragazzi e ragazze di 114 scuole italiane: una scelta che restituisce centralità al giudizio diretto dei lettori più giovani e contagia subito le scelte di lettura per i mesi caldi. Il premio mette in luce un libro che parla di tempo, rivalità e fine delle cose attraverso la lente di una classe e delle sue annuali riunioni.
Il romanzo di Mari fonde umorismo nero e riflessione filosofica; la trama ruota attorno a un meccanismo in apparenza semplice — un fondo alimentato ogni anno e destinato agli ultimi sopravvissuti — che diventa invece un girone di tensioni, gelosie e bilanci esistenziali. La scrittura dell’autore, tagliente e misurata, dà al tema della morte una consistenza quasi scolastica.
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Mari ha espresso sorpresa e gratitudine verso i giovani lettori, sottolineando come la letteratura gli abbia permesso di riallacciare un rapporto con una generazione che cercava di rappresentare. Un riconoscimento che sembra mescolare stima e stupore, più che celebrare una carriera con una medaglia commemorativa.
Verso la cinquina e la finale
I finalisti dello Strega saranno resi noti il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento; la proclamazione del vincitore avverrà l’8 luglio al Campidoglio, in occasione dell’ottantesimo anniversario del premio. Mari, settantenne e con una lunga carriera alle spalle, è considerato un candidato autorevole, ma la concorrenza resta aperta.
Tra gli altri nomi in corsa: Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori) e Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli). Quest’ultimo editore ha nel frattempo annunciato l’acquisizione del 30% de Il Saggiatore: un movimento che sottolinea come, accanto ai libri, anche le strategie editoriali siano parte del racconto culturale del momento.
- Date chiave: 3 giugno — annuncio della cinquina; 8 luglio — finale al Campidoglio.
- Cosa in gioco: rilancio delle vendite estive, visibilità internazionale e un riconoscimento generazionale.
- Curiosità editoriale: operazioni tra editori che ridisegnano gli equilibri del mercato.
Il giallo d’estate e la classifica dei più venduti
Con l’arrivo di un’«estate» precocemente calda, il pubblico si rivolge ai gialli: al primo posto delle vendite figura ora Cristina Cassar Scalia con Le terme dell’Indirizzo (Einaudi Stile Libero), che ha come protagonista Vanina Guarrasi, vicequestore della Mobile di Catania. La storia inverte il senso della quiete estiva: il ritrovamento del corpo di un clochard tra le rovine termali apre un’indagine dove il passato della città e le vite personali degli investigatori si intrecciano.
Accanto a Guarrasi, torna l’ex commissario Patanè, figura di guida e ironico Virgilio delle indagini: un classico contemporaneo della narrativa poliziesca italiana, dove il maestro in pensione offre esperienza e contrasto generazionale.
Sellerio ha inoltre lanciato in libreria l’ultimo episodio della serie di Rocco Schiavone di Antonio Manzini, e la top ten ospita altri nomi forti: Luciana Littizzetto e Emmanuel Carrère rimangono tra i preferiti dei lettori, mentre salgono novità come Il contratto di Elle Kennedy, ambientato nel campus americano e pensato per un pubblico che ama le storie d’ambientazione universitario-sportiva.
- 1 — Cristina Cassar Scalia, Le terme dell’Indirizzo
- 2 — Luciana Littizzetto
- 3 — Emmanuel Carrère
- Nuova entrata — Elle Kennedy, Il contratto (Newton Compton)
- Top ten — Il discepolo di Giovanni Ferrero (Salani)
La sorpresa Ferrero
Tra le curiosità editoriali figura Giovanni Ferrero, noto per l’impresa industriale di famiglia, ora autore di Il discepolo (Salani). Il fatto che sia riuscito a pubblicare l’ottavo romanzo ha suscitato domande su come trovi il tempo per scrivere: nelle risposte pubbliche parla dell’alba come momento privilegiato, quando si sottrae ore al resto della giornata per dedicarsi alla scrittura.
La presenza di figure pubbliche dal profilo non letterario nella narrativa contemporanea alimenta dibattiti sul rapporto tra visibilità, mestiere e produzione culturale — e incide anche sulle dinamiche di mercato e di curiosità del pubblico.
In conclusione, la vittoria di Mari al Premio Strega Giovani e la vivacità delle classifiche estive segnalano due cose: da una parte la capacità dei lettori più giovani di orientarsi verso proposte complesse; dall’altra, la forza della narrativa di genere e delle operazioni editoriali nel determinare l’agenda culturale del paese. Per chi sceglie i libri per l’estate, le prossime settimane saranno decisive sia per le uscite sia per la definizione della cinquina finale dello Strega.












