Mostra sommario Nascondi sommario
La 41ª edizione dei Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics si è chiusa a Lignano Sabbiadoro e nelle località limitrofe dopo una settimana che ha unito sport, creatività e pratiche di inclusione. L’evento conferma come lo sport possa trasformare opportunità individuali e contribuire a ridefinire l’immagine sociale delle persone con disabilità intellettiva.
Un evento che ha coinvolto città e comunità
Tra Lignano Sabbiadoro, Portogruaro, Bibione e Cordovado si sono svolte gare e attività che hanno coinvolto atleti provenienti da tutta Italia, con il sostegno anche di partner nazionali. Più di 3.000 partecipanti hanno preso parte alle competizioni, accompagnati da tecnici, volontari e familiari.
Garante privacy ordina rimozione dei deepfake su Mentana: Striscia sotto accusa per violazione
Carabinieri, chiude l’anno accademico 2025/2026 della scuola ufficiali
Non è stata la semplice contabilità delle medaglie a fare notizia, ma i cambiamenti concreti nella vita degli atleti: maggior fiducia in sé, relazioni nuove, e percorsi che favoriscono autonomia e inclusione nel lavoro e nella comunità.
Da insicurezza a protagonismo: la storia di Elisa Del Signore
Elisa Del Signore, 26 anni, ginnasta di Borgaro Torinese, racconta un percorso segnato da un prima e un dopo rispetto all’esperienza con Special Olympics. All’inizio aveva dubbi sulle proprie capacità; oggi studia, lavora, continua ad allenarsi e condivide competenze e passioni.
La sua attività con il progetto Recuperabile, promosso da Geogym, mette insieme sostenibilità e inclusione: materiali di scarto degli attrezzi ginnici vengono trasformati in gadget e oggetti creativi, offrendo anche opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità intellettiva. Per Elisa, l’esperienza sportiva è stata decisiva nel passare dall’isolamento a una dimensione di partecipazione attiva.
Immaginare oltre i limiti: il racconto di Cora Manzini Nardini
Cora Manzini Nardini porta un’altra prospettiva: la sua esperienza è fatta di immaginazione e riferimenti personali che convivono con la pratica sportiva. Descrive i suoi sogni come viaggi tra pianeti e castelli, in cui trovano spazio la musica, il basket, la pallavolo e gli amici.
La sua osservazione cruciale è semplice e incisiva: la disabilità è una condizione, non una sentenza. Questa lettura è al centro della filosofia dell’evento, che punta a riconoscere le capacità prima delle difficoltà.
Perché questo conta oggi: iniziative come questa influenzano norme sociali, aprono spazi di lavoro e di relazione e creano modelli concreti per scuole, enti locali e aziende che vogliano promuovere inclusione reale.
Numeri e partecipazione
- 3.000 atleti in gara in 21 discipline
- 200 membri dello staff e 650 tecnici
- Circa 1.000 volontari e 600 accompagnatori
- 1.400 familiari presenti per sostenere gli atleti
I dati mostrano non solo la dimensione dell’evento, ma anche la rete sociale che si attiva attorno allo sport adattato: formazione tecnico-specialistica, coordinamento volontario e supporto familiare sono elementi fondamentali per la sostenibilità delle iniziative.
Sguardo al futuro
Il calendario prosegue: il prossimo appuntamento è fissato a Treviso, dal 12 al 14 giugno, con la XIII edizione dell’Unified International Basketball Tournament. L’attenzione resta alta su come replicare e ampliare i risultati ottenuti, soprattutto sul fronte dell’inserimento lavorativo e della normalizzazione sociale delle persone con disabilità intellettiva.
La 41ª edizione lascia, quindi, un bilancio che va oltre le classifiche: testimonianze come quelle di Elisa e Cora mostrano la trasformazione personale possibile quando sport, progetti di inclusione e comunità lavorano insieme.












