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Con la morte di Carlo Petrini, avvenuta ieri a 76 anni, si chiude un capitolo centrale del dibattito sul cibo, la sostenibilità e l’educazione gastronomica in Italia e oltre. La sua scomparsa lascia un vuoto immediato nell’Università di Pollenzo, che ha sospeso le attività e proclamato giorni di lutto, e pone interrogativi concreti sul futuro del progetto che aveva contribuito a costruire.
Per Nicola Perullo, rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la figura di Petrini aveva un respiro ampio: non solo un leader di movimento, ma un catalizzatore capace di mettere in connessione produttori, agricoltori e il mondo accademico. Perullo — filosofo e saggista originario di Livorno — ricorda il rapporto professionale e umano che lo ha formato, a partire dall’incontro con Petrini nel 1994 e dalla successiva nascita dell’università nel 2004.
Un progetto nato tra storia e territorio
L’ateneo di Pollenzo occupa una ex tenuta sabauda che, già nei primi anni dell’Ottocento, era destinata all’agricoltura da Carlo Alberto. È in questo luogo, secondo Perullo, che si è sviluppata l’idea di un’istituzione che fosse insieme centro di formazione e motore di una più ampia missione culturale e civile: uno spazio dove riflettere sulla filosofia del cibo e formare professionisti sensibili alle questioni ambientali e sociali.
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Negli ultimi anni Petrini aveva concentrato su quell’istituzione gran parte della sua attività, ricoprendo fino alla fine il ruolo di presidente e mantenendo un rapporto diretto e continuo con studenti provenienti da tutto il mondo. La sua attenzione alle nuove generazioni è citata come uno degli elementi chiave del lascito.
Che cosa cambia adesso
La notizia ha conseguenze immediate e concrete per la comunità dell’università e per il movimento che Petrini aveva contribuito a diffondere. Da oggi fino a lunedì compreso l’ateneo osserverà il lutto e tutte le lezioni sono sospese.
- Età: 76 anni al momento della scomparsa.
- Ruolo: fondatore e presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche.
- Movimento: figura di spicco di Slow Food e promotore del concetto di cibo lento.
- Sede: Pollenzo, comune di Bra (Cuneo), in una storica tenuta sabauda.
- Provvedimenti: lutto universitario e sospensione delle attività didattiche fino a lunedì.
Perullo sottolinea come l’opera di Petrini non si sia limitata all’ideologia: ha creato reti tra produttori e ricercatori, ha promosso riflessioni politiche e sociali sul consumo e la produzione alimentare, e ha investito nella formazione come strumento per trasformare le pratiche quotidiane. “Il suo contributo — osserva il rettore — ha formato professionisti e sensibilità nuove, con una portata che travalica i confini locali”.
La scomparsa rilancia il dibattito su come mantenere vivo il progetto e su quali saranno le scelte immediate per garantire continuità all’Università e al movimento internazionale che Petrini aveva contribuito a plasmare. Per studenti e docenti, intanto, prevale il lutto e la necessità di riorganizzare il calendario accademico.
In assenza di annunci su cerimonie o succedanei istituzionali da parte dell’ateneo, la comunità attende indicazioni sulle iniziative commemorative e sulle scelte di governance che dovranno segnare i prossimi mesi.












