Syrah 100% dall’Alta Maremma: Risico presenta un nuovo rosso

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Nella Bolgheri dominata storicamente dai tagli alla bordolese, la scelta di lanciare un vino monovarietale di Syrah suona come una scommessa utile a ridefinire il profilo della regione. A poche settimane dall’esordio commerciale della prima annata, questo progetto mette al centro l’idea che l’Alta Maremma possa esprimere anche una sobria eleganza accanto alla consueta ricchezza aromatica.

Un Syrah nato «controcorrente»

La cantina toscana Le Crocine, guidata da Niccolò Marzicchi Lenzi e dalla moglie Joy Geren, ha presentato Risico, un rosso ottenuto esclusivamente da uve Syrah. L’uscita sul mercato della prima annata, la 2024, è avvenuta nelle ultime settimane con una tiratura limitata a 3.000 bottiglie e un prezzo in enoteca intorno ai 40 euro.

Dietro il nome c’è una lunga fase di prove: il termine rimanda ai tentativi e alle scelte agronomiche compiute per individuare il territorio e il clone più adatti a questo progetto. L’operazione non cerca semplicemente una resa abbondante, ma un profilo che sappia bilanciare potenza e finezza.

Il lavoro in cantina

Dopo la fermentazione, il vino completa la fermentazione malolattica e passa 14 mesi in legno prima di essere imbottigliato. L’affinamento è strutturato su un equilibrio di botti nuove e di secondo passaggio (circa metà e metà), scelta che mira a dosare l’apporto di vaniglia e tannino senza sovrastare l’espressione varietale.

  • Vitigno: 100% Syrah
  • Annata: 2024 (prima uscita)
  • Produzione: 3.000 bottiglie
  • Affinamento: 14 mesi in legno (50% nuovo, 50% secondo passaggio)
  • Prezzo indicativo: 40 euro in enoteca

Nel calice il vino mostra un colore rubino intenso con riflessi violacei che segnalano la sua giovinezza. Al naso prevalgono profumi di pepe nero e una carica fruttata che ricorda i piccoli frutti di bosco; sul palato la trama è morbida, sostenuta da tannini misurati e una chiusura persistente in cui affiorano note di macchia mediterranea.

La scelta di puntare sul Syrah in una zona notoriamente vocata ai blend bordolesi ha implicazioni pratiche: amplia l’offerta territoriale, spinge sperimentazioni sui suoli e offre al consumatore una alternativa stilistica rispetto ai vini ricchi e strutturati tipici di Bolgheri. Per chi cerca abbinamenti, Risico si adatta bene a carni rosse grigliate, stufati aromatici e formaggi di media stagionatura.

Dal punto di vista commerciale la produzione contenuta e l’etichetta giovane ne fanno un candidato interessante per appassionati e collezionisti curiosi di valutare come il territorio interpreti un vitigno non convenzionale per l’area. Se il progetto proseguirà, potrà contribuire a ridefinire alcune mappe organolettiche della Maremma.

di Michele Mezzanzanica

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