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Domani scatta il 109º Giro d’Italia e la corsa si apre con una candidatura chiara per la vittoria finale: la Red Bull-Bora-hansgrohe si presenta come la principale avversaria di Jonas Vingegaard, puntando su una coppia di capitani che unisce esperienza e freschezza. A poche ore dal via, Jai Hindley ha tracciato il suo bilancio dell’avvicinamento e spiegato come la squadra intende giocarsi le carte più importanti.
Hindley ha descritto un periodo di preparazione sostanzialmente positivo, costruito tra ritiri in altura e corse selettive. Dopo qualche piccolo problema di salute risolto in fretta, si dice fiducioso e pronto a partire.
Perché conta già il primo vero scossone
Secondo il leader australiano, non sarà il prologo né le prime frazioni pianeggianti a decidere il Giro, ma la prima grande salita ad eliminazione: la tappa del Blockhaus. Lì, spiega Hindley, si capiranno forza e strategie dei contendenti, e la classifica generale potrebbe delinearsi in modo netto.
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Un aspetto che sottolinea è la natura moderna delle corse a tappe: anche giornate apparentemente facili possono diventare imprevedibili e faticose per vari motivi tattici o ambientali. Questo rende cruciale la gestione delle forze e delle risorse del team fin dalle prime settimane.
Due capitani, una strategia condivisa
La scelta della Red Bull-Bora-hansgrohe di presentarsi con due leader — l’italiano Giulio Pellizzari e lo stesso Hindley — non è casuale. La squadra punta a mantenere entrambi i corridori in zona alta della classifica il più a lungo possibile, sfruttando la profondità dell’organico per dettare i tempi nelle fasi decisive.
Per Hindley avere più uomini davanti significa poter contare su opzioni tattiche diverse: attacchi coordinati, controllo dei rivali e coperture nelle fasi critiche. In sostanza, la forza numerica diventa un elemento pratico, non solo una pendenza teorica.
- Cosa osservare subito: la tappa del Blockhaus come primo banco di prova per i favoriti.
- La coppia Pellizzari–Hindley: obiettivo tenere due uomini in alto in classifica per massimizzare le possibilità di successo.
- Tattica di squadra: uso della profondità rosa per controllare il ritmo e isolare i rivali chiave, in particolare Jonas Vingegaard.
- Forma fisica: la gestione degli imprevisti di salute è cruciale nelle prime tappe per non compromettere i giorni di montagna.
Non tutte le frazioni serviranno a definire la corsa, ma l’accumulo di piccole fatiche e le scelte tattiche potrebbero trasformare tappe apparentemente secondarie in momenti decisivi. Per i tifosi italiani, la presenza di Giulio Pellizzari come co-capitano aggiunge interesse nazionale e un motivo in più per seguire la corsa quotidianamente.
In definitiva, la Red Bull-Bora-hansgrohe entra in gara con ambizioni chiare e un piano che punta sulla versatilità e sulla capacità di avere sempre più riferimenti in corsa. Nei prossimi giorni capiremo se quella strategia basterà a impensierire il favorito Vingegaard e gli altri pretendenti per la maglia rosa.












